di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

MOTIVAZIONI DEL GUASTAFESTE PER LE AGGREGAZIONI NEL LOCARNESE
LA LUNGA BATTAGLIA DEL GUASTAFESTE A FAVORE DELLE AGGREGAZIONI NEL LOCARNESE

Aprile 2010 

Perché  è necessario un cambiamento nel Locarnese ? 

Nel Locarnese cambiamento già iniziato alla periferia 

Nel Locarnese il cambiamento è già iniziato : attorno all’agglomerato urbano si sono già concluse diverse aggregazioni nel Gambarogno, In Valmaggia, in Val Onsernone e nelle Centovalli che han ridotto da 33 a 7 il numero dei Comuni interessati. E’ solo nell’agglomerato urbano che la Bella Addormentata continua a dormire... 

Due petizioni lanciate  non per interessi egoistici 

Era stato proprio per poter dibattere con cognizione di causa che il movimento del Guastafeste, con l’appoggio di alcuni cittadini , il 4 novembre del 2002 aveva lanciato una prima petizione che chiedeva uno studio sull’aggregazione dei Comuni del Circolo delle Isole : ed è proprio grazie a questa petizione che gli abitanti di Losone, Ascona, Brissago e Ronco avranno la possibilità di decidere il loro destino votando sul progetto di aggregazione di questi 4 Comuni. 

Se avessimo lanciato adesso la petizione, con le finanze disastrate che  Losone si ritrova, potrei capire che ad Ascona, o a Ronco o anche a Brissago gli avversari dell’aggregazione potrebbero pensare che questa sia una mossa dettata da considerazioni opportunistiche, per risanare le finanze losonesi. 

Per questo motivo ci tengo a ricordare che quando la petizione venne lanciata, Losone era ancora un paradiso fiscale, perché il moltiplicatore d’imposta ammontava al 65% ed era probabilmente il più basso del comprensorio. 

Non fu dunque per motivi egoistici che lanciammo quella petizione, ma perché convinti che i tempi erano ormai maturi per promuovere un serio dibattito sulle aggregazioni nell’interesse di tutta la regione e di tutti i Comuni, ricchi e poveri. 

Tant’è vero che poi nella primavera del 2005, in collaborazione con due piccoli movimenti politici (Sensogiovane e Muralto Viva) lanciammo la seconda petizione che chiedeva uno studio per l’aggregazione dei Comuni della Sponda sinistra della Maggia (sulla quale pure si voterà nei prossimi mesi) 
 

Perché  avevamo lanciato le due petizioni  ? 

Perché  ritenevamo che i tempi erano maturi per un cambiamento ?  

  1. Eravamo stufi per i tempi lunghissimi per i progetti regionali con ritardi e affossamenti di progetti   importanti (Casinò, Sala congressi, sala concerti, palafestival, museo del territorio, prolungamento galleria Cantonaccio, passerella pedonale ciclabile sulla Maggia , la Tenda di Botta ad Ascona, la copertura della Siberia , lo stesso Centro balneare regionale per il quale ci sono voluti 15 anni ecc.) : con un Comune unico i tempi decisionali sono molto più rapidi , o per il SI o per il NO
 
  1. Eravamo stufi per gli eccessivi litigi fra Municipi e Comuni per decidere dove fare le opere e come ripartire i costi (ciascuno pensando al proprio orticello e discutendo per anni sulla chiave di ripartizione delle spese di costruzione e di gestione), con perdite di tempo e di energie.    Con un’aggregazione dei Comuni si aumenta l’autonomia finanziaria ed è lo stesso dove un’opera vien ubicata perché gli introiti finiscono nello stesso calderone e anche i costi sono ripartiti in modo uniforme su tutta la popolazione
 
 
 
  1. Eravamo stufi di sentir dire che bisognava puntare sulla collaborazione regionale : quando era sotto gli occhi di tutti che questa tanto declamata collaborazione solo raramente aveva funzionato (il Centro balneare regionale è uno di questi rari esempi : ma quanti anni ci son voluti per mettere d’accordo 21 Comuni ? e poi per realizzarlo si è dovuta costituire una Società anonima, che è una soluzione poco democratica)

     

  1. Eravamo stufi di assistere allo spreco di risorse umane e finanziarie per certi doppioni nei servizi, negli investimenti, nel personale  (es. oggi abbiamo un esercito di 363 municipali e consiglieri comunali per governare 42'000 abitanti sparsi in 11 Comuni, con 11 palazzi comunali, 11 segretari comunali, 11 vicesegretari, 11 capotecnici , svariate aziende AAP, svariati corpi di polizia comunale che operano separatamente e garantendo a stento – non dappertutto - un servizio 24 h su 24 ecc.)
 
  1. Ed eravamo stufi di sentir dire da sindaci e municipali  che “i tempi per un’aggregazione non erano maturi” à ma come facevano a saperlo se nessuno si decideva a chiederlo ai cittadini ?
 
 

Proprio per dare voce a questi cittadini e lasciar decidere a loro se i tempi erano o no maturi abbiamo lanciato le due petizioni, e penso proprio che nessuno – neppure gli avversari delle aggregazioni - ci possa rimproverare per questa scelta democratica. 
 
 

Sondaggio : i tempi sono maturi 

I risultati del sondaggio promosso dal Cantone, resi noti alla fine del gennaio scorso, hanno messo in evidenza che per una fetta importante degli abitanti del Locarnese i tempi per un’aggregazione in un modo o nell’altro sono maturi checché ne pensino i politici che da anni dicono il contrario, e globalmente i favorevoli superano i contrari, anche se vi sono ancora molti indecisi  


I risultati di questo sondaggio  mi suggeriscono le seguenti riflessioni :

 

DOV’ERANO I PARTITI ?

Quello delle aggregazioni , che lo si voglia o no, è il progetto più importante per il futuro del Locarnese. E allora v’è da chiedersi :

 

- perché i grossi partiti storici presenti nella regione non hanno mosso un dito per avviare questo progetto e hanno mancato l’appuntamento con la storia facendosi bagnare il naso da piccoli movimenti politici locali come il Guastafeste, Sensogiovane e Muralto Viva ?

- perché  neppure un Municipio o un Consiglio comunale ha chiesto al Cantone di avviare degli studi di aggregazione : facoltà concessa loro dalla Legge sulle aggregazioni ?

 

SPARTIZIONE DELLA TORTA

 

La conclusione alla quale sono arrivato io, e non solo io, è che ogni Comune è una sorta di feudo, dove da decenni il potere è gestito da persone, famiglie, partiti e gruppi di interesse che si spartiscono la torta e che per poter coltivare le loro ambizioni personali, le loro poltrone, i loro interessi elettorali, i loro privilegi ed i loro interessi finanziari  devono forzatamente mantenere diviso e frazionato il Locarnese, perché in un Comune più grande molti di loro non avrebbero più molta voce in capitolo e non riuscirebbero più a:

 
  • manovrare  appalti e distribuire favori ai soliti noti
  • modificare  i Piani regolatori e le norme di attuazione per favorire amici e speculatori
  • gestire il business del settore immobiliare e delle costruzioni a vantaggio delle solite imprese, dei soliti artigiani, dei soliti ingegneri, dei soliti architetti, dei soliti notai, che poi in qualche modo devono contraccambiare i favori ricevuti,  innescando così il cerchio vizioso del “do ut des”.
 

RESPONSABILITA DEI PARTITI

 

Ecco perché a mio giudizio i politici  ed i partiti – specialmente quelli che erano e sono al potere nei vari Comuni , in particolare il PLR e PPD -  hanno grosse responsabilità nel frazionamento della regione e nel suo decadimento economico,  perché non han mosso un dito per avviare i processi di aggregazione, con il pretesto che i tempi non erano maturi o seminando timori ingiustificati fra i  cittadini , ma in realtà pensando in primis ai loro  interessi di bottega e non certo agli interessi dei cittadini.

 

CONCLUSIONE

 

Ecco , perché è necessario un cambiamento  in modo da favorire una nuova mentalità meno egoista e campanilista e più regionale e solidale .

 

Mi auguro che i cittadini  non perdano questa occasione per cambiare le cose e spazzar via il regime feudale e clientelare che da anni impedisce la crescita della regione.

 

E mi auguro che anche i partiti, i Municipi ed i politici , dopo gli errori e le ambiguità del passato, sfruttino quest’ultima occasione per agganciare il treno della storia che si è già messo in moto , sostenendo  apertamente e con determinazione i due progetti di aggregazione al di qua e al di là della Maggia .

 
 

                                                                          Giorgio Ghiringhelli





 
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