di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO


Losone, 5 febbraio 2010 
 

Locarnese : sì alle aggregazioni contro il sistema feudale   

Per anni e anni i politici del Locarnese hanno continuato a ripetere il ritornello secondo cui i tempi per un’aggregazione dell’agglomerato non erano maturi. Ci sono volute due petizioni popolari per avviare il processo. La prima lanciata nel 2002 sulla sponda destra della Maggia dal piccolo movimento del Guastafeste, e la seconda lanciata nel 2005 sulla sponda sinistra della Maggia sempre dal Guastafeste ma in collaborazione con altri due piccoli movimenti politici (Sensogiovane e Muralto Viva) e con l’aiuto di alcuni cittadini. Il sondaggio lanciato dal Cantone ha ora dimostrato che, a livello popolare, i tempi per un’aggregazione sembrano essere assai più maturi rispetto a quello che i politici – non si sa sulla base di quali dati – a lungo hanno tentato di far credere. Difatti, alla domanda «Quale alternativa di aggregazione sceglierebbe?» il 49,6% degli interpellati si è schierato a favore dell’uno o l’altro progetto di aggregazione e solo il 10,3% si è detto contrario a qualsiasi progetto. Poi c’è un 22,1% che ha risposto di non ritenere indispensabili le aggregazioni e un 15,4% che si è detto ancora indeciso. Non si può definire un plebiscito a favore dei progetti aggregativi, ma si tratta di una incoraggiante maggioranza relativa : soprattutto se teniamo conto che questi risultati sono maturati in Comuni nei quali, da anni, troppi sindaci e Municipi remavano più o meno apertamente contro le aggregazioni, impaurendo i cittadini con catastrofiche previsioni riguardo all’evoluzione del moltiplicatore d’imposta o alla qualità dei servizi.

Proprio alla luce di questi risultati, un interrogativo sorge quindi spontaneo : perché i grossi partiti storici presenti nella regione non hanno mosso un dito in passato per avviare questo importantissimo progetto facendosi bagnare il naso su questo tema da piccoli movimenti politici locali come il Guastafeste, Sensogiovane e Muralto Viva? Perché neppure un Municipio o un Consiglio comunale ha chiesto al Cantone di avviare degli studi di aggregazione : cosa che in base alla Legge sulle aggregazioni avrebbero potuto fare con una semplice letterina ?

La conclusione alla quale sono arrivato io,  e non solo io,  è che ogni Comune è una sorta di feudo, dove da decenni il potere è gestito da persone, famiglie, partiti e gruppi di interesse che si spartiscono la torta e che per poter coltivare le loro ambizioni personali, le loro poltrone, i loro interessi elettorali, i loro privilegi ed i loro interessi finanziari devono forzatamente mantenere diviso e frazionato il Locarnese , perché in un Comune più grande parecchi di loro non avrebbero più molta voce in capitolo e non riuscirebbero più a manovrare  appalti e distribuire favori ai soliti noti, a modificare  i Piani regolatori  e le norme di applicazione per favorire amici e speculatori, a gestire il business del settore immobiliare e delle costruzioni a vantaggio delle solite imprese, dei soliti artigiani, dei soliti ingegneri, dei soliti architetti, dei soliti notai, che poi in qualche modo devono contraccambiare i favori ricevuti,  innescando così il cerchio vizioso del “do ut des”.

Ecco perché a mio giudizio molti politici ed i partiti – in particolare il PLR e PPD – hanno grosse responsabilità nel frazionamento della regione e nel suo decadimento economico, in quanto hanno osteggiato le aggregazioni con pretesti vari, ma in realtà pensavano in primis ai loro interessi di bottega e non certo agli interessi dei cittadini. Ecco perché è necessario un cambiamento, in modo da favorire una nuova mentalità meno egoista e campanilista e più regionale e solidale.

 Mi auguro che, quando fra qualche mese potranno votare sull’argomento, i cittadini della regione non perderanno questa irripetibile occasione per cambiare le cose e spazzar via questo regime feudale e clientelare. Mi si dirà che anche con le aggregazioni sarà difficile far scomparire il clientelismo e certi altri “vizietti” ; è vero, ma almeno la regione non sarà più frazionata in tanti piccoli centri di potere che frenano lo sviluppo economico del Locarnese ! E mi auguro che anche i partiti, i Municipi ed i politici, dopo gli errori e le ambiguità del passato, sfruttino quest’ultima occasione per agganciare il treno della storia che si è già messo in moto, sostenendo finalmente in modo aperto e convinto i due progetti di aggregazione al di qua e al di là della Maggia.

                              

                                        Giorgio Ghiringhelli, promotore delle petizioni popolari per le aggregazioni


 
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