di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

                                                                             Losone, 15 settembre 2011

  

Aggregazioni nel Locarnese : la parola al promotore !

Nella mia veste di principale promotore delle due petizioni popolari che han dato avvio alla procedura di aggregazione nel Locarnese, finora non ho preso parte al dibattito in corso in vista della votazione del 25 settembre. Un po’ perché nessun giornalista mi ha interpellato  e un po’ perché lo scopo che mi proponevo con il lancio delle due petizioni – e cioè quello di consentire finalmente ai cittadini di votare su questo tema - è già stato raggiunto. Se intervengo ora nel dibattito è solo per correggere talune errate affermazioni che ho letto e che denotano una scarsa conoscenza sia dei meccanismi che han portato al lancio di due petizioni e sia della legge che regola la materia.

Critiche al CdS infondate

Qualcuno ad esempio ha rimproverato al Consiglio di Stato di aver voluto spaccare in due il Locarnese, proponendo due progetti di aggregazione per le due sponde della Maggia. Sbagliato ! Il nostro Governo non ha proposto un bel nulla, ma si è trovato sul tavolo due petizioni popolari firmate da oltre 3'000 cittadini e alle quali per legge ha dovuto dar seguito. Anzi, a dire il vero il Consiglio di Stato aveva inizialmente cercato di osteggiare  la prima delle due petizioni presentata nel 2003 ( quella concernente il Circolo delle isole) proprio perché temeva che la stessa avrebbe potuto impedire la creazione di un Comune unico per tutto l’agglomerato urbano. Ma la sua decisione di non dar seguito alla petizione era contraria alla legge,  e difatti nel settembre del 2005 il Gran Consiglio accolse un ricorso in tal senso presentato dai petizionisti , dando così il via alle due procedure di aggregazioni (nel frattempo infatti era stata presentata pure la petizione concernente la Sponda sinistra della Maggia) .

 E fu a seguito di questo smacco che il Consiglio di Stato, forse nella segreta speranza di far rientrare dalla finestra il progetto della Grande Locarno,  avviò di propria iniziativa il famoso Studio strategico del Locarnese,  presentato con una serie di serate informative verso la fine del 2009 e a cui fece seguito un sondaggio esteso a 5'000 cittadini di tutti i Comuni interessati.  Se i risultati di quel sondaggio avessero offerto anche solo un piccolo spiraglio a favore di un Comune unico, come anche i petizionisti si auguravano, state pur certi che il Governo avrebbe colto l’occasione che aspettava per avviare d’ufficio  una procedura in tal senso (possibilità prevista dalla legge ma poco o mai utilizzata).  Ma ahinoi così non fu. Solo il 26,2% degli interpellati si espresse a favore della Grande Locarno (33,5% a Minusio e 25,1% a Muralto...), con percentuali ancor più basse nei quattro Comuni del Circolo delle isole (20,4% a Losone, 19,7% a Brissago, 14% a Ronco s/Ascona e 10,3% ad Ascona). Di fronte a queste cifre il Consiglio di Stato – e come dargli torto ? - non se la sentì  di calar dall’alto un costoso progetto aggregativo inviso alla base  e destinato a una sonora  bocciatura in buona parte dei Comuni.                                 

Oggi, pur senza darcene mai  merito,  lo stesso Luigi Pedrazzini riconosce che,  pur spaccando in due il Locarnese,  la via seguita dai petizionisti (  a suo tempo da lui osteggiata)  è sempre meglio dello statu quo e costituisce il primo indispensabile passo verso un’auspicabile futura riunificazione delle due sponde della Maggia.

Municipi : dove eravate ?

Va anche detto che, in base alla legge in vigore allora , uno studio di aggregazione per riunire tutti i Comuni in un unico Comune  avrebbe potuto essere ottenuto su semplice richiesta di un singolo Municipio, o di un singolo Consiglio comunale o del 10% dei cittadini di almeno due Comuni. Ma nessuno lo ha fatto ! Perché ? Forse che i Municipi non lo sapevano ? Non è così. Difatti nel febbraio del 2010 il municipale losonese Pietro Vanetti (membro del comitato promotore che aveva lanciato la petizione nel Circolo delle isole) aveva scritto a TUTTI i Municipi interessati  nella speranza di trovarne qualcuno disposto a chiedere ufficialmente l’avvio di una procedura di aggregazione per un Comune unico da Brissago a Tenero. Fatica sprecata ! Nessuno rispose. Neppure quei Municipi (Minusio e Muralto)  che ora pretestuosamente e tardivamente affermano di essere favorevoli sì ad aggregarsi alla città di Locarno, ma solo alla condizione che questo passo venga fatto simultaneamente pure dai ricchi Comuni della Sponda destra . E se ciò non bastasse va pure aggiunto che in una lettera congiunta ( pubblicata sul sito www.ilguastafeste.ch)  inviata il 23 maggio 2005 al Consiglio di Stato con copia a TUTTI i Municipi interessati,  i due comitati petizionisti     scrissero a chiare lettere che “sarebbero stati felici” se il Consiglio di Stato , oltre a portare avanti i due studi richiesti dalle petizioni,  avesse eseguito un terzo studio di aggregazione (da non confondere con lo Studio strategico) comprendente TUTTI i Comuni, ed espressero l’auspicio “che qualche Comune avanzi in tempi brevissimi la richiesta di questo terzo studio, che fra qualche anno consentirà alla popolazione di poter scegliere in votazione consultiva su due o più possibili scenari”. Ma anche allora nessuno si era mosso. Quindi se ora i cittadini potranno votare solo su due progetti, la colpa non è certo dei petizionisti.

Critiche tardive allo studio

C’è pure chi ha rimproverato al Municipio di Minusio di essere incoerente per  aver dapprima voluto lo studio e poi  osteggiato l’aggregazione.  A onor del vero , nessun Municipio “ha voluto” lo studio, ma tutti – anche quelli che erano contrari - se lo sono visti imporre dal Consiglio di Stato a seguito di  due istanze popolari, e tutti hanno così dovuto partecipare tramite i rispettivi sindaci ai lavori delle due Commissioni incaricate di allestire il documento. Non necessariamente chi operava in queste Commissioni doveva essere favorevole alle aggregazioni, e anzi la presenza di sindaci “contrari” o “scettici” avrebbe dovuto garantire l’imparzialità di questi studi.  Quindi non si capisce perché il Municipio di Minusio, il cui sindaco contrario all’aggregazione  sedeva nella Commissione,  abbia atteso l’ultimazione dello studio per sommergerlo di critiche che magari potevano anche essere giustificate. Non poteva farlo in tempo utile tramite il suo rappresentante di peso ? Tanto più che i lavori di questa Commissione si sono trascinati per ben quattro anni, malgrado che il Consiglio di Stato le avesse assegnato un termine di un anno...

Breve storia delle due petizioni

Infine è certamente utile che i cittadini sappiano come si è arrivati alla presentazione di due petizioni, anziché di una sola per tutto l’agglomerato urbano. Nella primavera del 2002 partecipai a una serata sulle aggregazioni organizzata dal Comune di Orselina. Fra gli oratori c’era anche Luigi Pedrazzini, il quale aveva ribadito per l’ennesima volta la necessità per i Comuni del Locarnese di aggregarsi. Gli chiesi perché non ci pensava il Cantone a far partire d’ufficio la procedura, e lui mi rispose che la proposta non poteva essere calata dall’alto ma doveva provenire dal basso. Fu così che, assieme al collega Vanetti, pensai di lanciare una petizione per chiedere uno studio di aggregazione per i Comuni da Brissago a Gordola. Ma mentre stavamo approfondendo gli aspetti finanziari legati all’invio di un formulario a tutti gli oltre 23'000 fuochi, apprendemmo dalla stampa che i presidenti sezionali dei vari partiti di Orselina avevano contattato i responsabili dei gruppi politici dei  Consigli comunali di Locarno, Minusio, Muralto, Orselina e Brione sopra Minusio per ottenere la loro adesione al fine di chiedere al Dipartimento cantonale delle istituzioni uno studio di fattibilità per un’aggregazione fra i sei Comuni.  Se a questo punto il movimento del Guastafeste avesse portato avanti il suo progetto per la Grande Locarno ci avrebbero accusati di mettere il naso in faccende che non ci riguardavano e di creare confusione  a scapito dell’iniziativa partita da Orselina. E così, giocoforza, nel novembre del 2002 ripiegammo su una petizione limitata alla Sponda destra della Maggia, che non era inclusa nel progetto portato avanti sulla sponda opposta. Non fu dunque per egoismo e  per tagliar fuori la città allora considerata la “sposa povera” – come qualcuno ci ha rimproverato -  che portammo avanti un progetto limitato ai quattro ricchi Comuni del Circolo delle isole.  Successivamente l’iniziativa di Orselina , che inconsapevolmente  aveva buttato all’aria il nostro progetto della Grande Locarno, finì con un nulla di fatto, ma ormai la nostra petizione era già stata lanciata. Nel marzo del 2005 “scavalcai” la Maggia per completare il progetto incompiuto dei politici di Orselina , e assieme a un gruppo di volonterosi locarnesi da me raggruppati,  lanciai la seconda petizione, quella sulla quale si voterà il 25 settembre. Fine della storia.

 

                                                    Giorgio Ghiringhelli

                           (promotore principale delle aggregazioni nel Locarnese)