di Giorgio Ghiringhelli
 

IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO


Giorgio Ghiringhelli Losone,   3 giugno 2012
Via Ubrio 62  
6616 Losone  
   
  Onorando
  Gran Consiglio
  della Repubblica e Cantone Ticino

           

Petizione

(Costituzione cantonale art. 8 lett. L : “sono garantiti il diritto di petizione alle autorità e di ottenere risposta entro un termine ragionevole”)

 

 

STOP al finanziamento pubblico dei partiti

 

Egregio signor Presidente,

gentili signore deputate, egregi signori deputati,

 

in base all’art. 170 della legge sul Gran Consiglio(GC) e sui rapporti con il Consiglio di Stato, i gruppi parlamentari ricevono dal Cantone un contributo annuo di 40'000 franchi per ogni gruppo ( attualmente i gruppi sono sei, pari a un contributo complessivo di 240'000 franchi) e un supplemento di 3'000 franchi per ogni deputato ( i seggi in Parlamento sono 90, pari a un contributo complessivo di 270'000 franchi).

 

Ogni anno dunque i gruppi parlamentari, e cioè in pratica i partiti, ricevono un contributo dallo Stato pari ad almeno 510'000 franchi ( senza tener conto dei rincari stabiliti dall’art. 174 della legge), così distribuiti : 109'000 franchi per il PLR, 103'000 per la Lega dei ticinesi, 97'000 per il PPD, 82'000 per il PS, 61'000 per i Verdi, 55'000 per l’UDC e 3'000 per la lista MPS-PC.

 

Questi contributi vanno ad aggiungersi alle indennità di seduta di 200 franchi (cfr. art. 171) che i deputati ricevono per le riunioni del GC, delle commissioni e degli stessi gruppi parlamentari ( per le riunioni commissionali di durata superiore alle 2 ore è dovuta un’indennità aggiuntiva pro rata) nonché alle indennità (cfr. art. 173) versate al Presidente del GC (5'000 franchi all’anno) e ai presidenti delle Commissioni (1'000 franchi all’anno e 2'000 franchi se il numero di riunioni è superiore a 20 all’anno).

 

Con la presente petizione chiedo che venga abrogato il finanziamento con soldi pubblici dei gruppi parlamentari presenti in GC (ossia dei partiti che essi rappresentano).

 

 

Motivazioni

 

Se è giusto remunerare con dei gettoni di presenza  le persone che sono elette in GC in rappresentanza del popolo , assai più discutibile  - per una questione non tanto finanziaria quanto di principio -è il finanziamento che viene versato ai gruppi parlamentari e dunque indirettamente ai partiti che essi rappresentano.

 

 

-          In base all’art. 25 della Costituzione cantonale il Cantone riconosce la funzione pubblica dei partiti politici e ne favorisce l’attività. In conseguenza di ciò tutti i partiti, sia quelli rappresentati in GC e sia quelli non rappresentati, sono ad esempio esentati dal pagamento delle imposte; e inoltre anche chi versa dei contributi ai partiti può dedurre tali elargizioni dalla propria dichiarazione di imposte. In questo senso l’articolo costituzionale trova una concreta applicazione. Ma “ favorire l’attività” non significa necessariamente usare soldi pubblici per finanziare l’attività dei partiti .

-          Il principio sancito dalla Costituzione riguarda inoltre tutti i partiti (piccoli e grandi, presenti o non presenti in GC) mentre che il Cantone versa dei contributi solo ai partiti (gruppi parlamentari) rappresentati in GC, creando de facto una disparità di trattamento.

 

-          l’arbitrarietà della scelta di finanziare i partiti politici è dimostrata anche dal fatto che il finanziamento pubblico ai partiti è commisurato al loro successo elettorale ( più seggi in Gran Consiglio = più soldi) ma lo stesso trattamento non è riservato, in caso di successo,   ai promotori di iniziative popolari cantonali e referendum che vedono accogliere le loro richieste dal Popolo sovrano : malgrado abbiano colmato una lacuna legislativa o corretto una decisione del Gran Consiglio, questi promotori (e gli eventuali rispettivi partiti) non hanno infatti diritto ad alcun rimborso delle spese sostenute.

 

-          I partiti minori che non sono presenti in GC non solo non ricevono alcun  contributo ma se “osano”  presentare delle liste per l’elezione del GC e del Consiglio di Stato vengono penalizzati con una tassa “dissuasiva” di 2'000 franchi per ognuna delle due liste ( tassa introdotta un paio di legislature fa) qualora non raggiungano un determinato numero di voti  o  non riescano ad eleggere alcun loro candidato : è così che lo Stato “favorisce” l’attività dei partiti minori ? Inoltre, sempre allo scopo di sbarrare l’accesso dei partitini in Parlamento, il GC aveva deciso un paio di legislature fa di eliminare la possibilità di congiungere le liste.

 

-          Quando un’associazione chiede dei contributi allo Stato deve mostrare per una questione di trasparenza i propri conti. Ma sulla destinazione dei contributi  versati ai partiti non si sa nulla. Nessuno sa come vengono spesi questi soldi e se essi servono effettivamente per il funzionamento dei gruppi parlamentari oppure per finanziare campagne elettorali (privilegio che i partiti minori non hanno) , o il giornale del partito o altre attività. Quando ci sono di mezzo soldi pubblici il minimo che si può pretendere è un po’ di trasparenza.

 

-           Alle elezioni per il GC del 2011 solo il 58,5 % dei cittadini ( pari a circa 124'000 su 211'000) si sono recati alle urne, e di questi un migliaio si è astenuto, 19'415 hanno votato per la lista senza intestazione e 1'951 hanno votato per partiti che non hanno avuto alcun rappresentante eletto. Quindi meno della metà dei cittadini ticinesi ha votato per uno dei partiti oggi rappresentati in GC. Il crescente “scollamento” fra i partiti ed i cittadini è sotto gli occhi di tutti e non giustifica più – se mai l’ha giustificato – che i partiti vengano finanziati con i soldi di tutti i  cittadini, anche contro la loro volontà. Questi ultimi hanno il diritto di poter decidere liberamente se e come finanziare il partito che più gli aggrada, sempre che a loro giudizio se lo meriti  . Senza contare che i contribuenti stranieri residenti da noi non possono partecipare alle elezioni ma devono comunque finanziare i partiti tramite le loro imposte .

 

-          I partiti “grandi”, al pari di quelli “piccoli”, devono insomma darsi da fare per far fronte in modo autonomo alle proprie necessità, ad esempio con un sistema di tesseramento fra i loro simpatizzanti e sostenitori ( come fanno tutte le società culturali, sportive, ricreative  ecc.) , o chiedendo una partecipazione ai propri eletti nei vari consessi ( a livello federale, cantonale e comunale) , o lanciando lotterie,  o con inserzioni a pagamento sui loro giornali , o chiedendo contributi “ad hoc” per singole battaglie ecc.

 

-          Accogliendo la presente petizione l’erario cantonale beneficerà di un risparmio di oltre 2 milioni di franchi per ogni legislatura : una goccia nel mare in confronto ai deficit che si profilano all’orizzonte per i prossimi anni, ma se il GC non è in grado di far quadrare i conti,  da qualche parte si deve pur cominciare con i risparmi...

 

                                                Con ogni ossequio                      Giorgio Ghiringhelli