di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Losone, 2.9.2013

 

Elettricità : con le nuove tasse i consumatori risparmieranno

 

In questi giorni le varie società distributrici di energia elettrica in Ticino stanno comunicando le modifiche tariffarie per il 2014. E tutte lasciano in sospeso l’ammontare delle nuove tasse cantonali e comunali inserite nel Piano energetico cantonale : in particolare la nuova tassa sull’uso delle strade comunale e cantonali a carico dei gestori di rete e quella cosiddetta di “incitamento”, basata sul consumo, destinata a  finanziare il Fondo per le energie rinnovabili). Difatti le proposte del Consiglio di Stato devono ancora essere discusse e approvare dal Gran Consiglio, il quale potrebbe ancora fare delle modifiche.

 

Come noto queste due nuove tasse sono la conseguenza di un mio ricorso accolto dal Tribunale federale il 17 novembre  2011.

 

Qua e là i giornali hanno scritto che questi nuovi tributi “andranno a pesare sul costo complessivo del kWh”. Detta così si dà ai lettori l’impressione che il mio ricorso abbia causato un aumento delle tasse elettriche , e invece è vero l’esatto contrario.

 

In estrema sintesi le nuove tasse non andranno ad aggiungersi alle attuali tasse (annullate a seguito del mio ricorso) bensì le sostituiranno, con un risparmio complessivo per i consumatori ticinesi che potrebbe essere dell’ordine di alcuni milioni di franchi all’anno.  Mi sembra una bella notizia (da evidenziare) per i consumatori ticinesi… .

 

Fino al 2009 i Comuni incassavano 40 milioni di franchi all’anno grazie alle “privative”, cioè ai contributi che le società elettriche versavano in cambio del monopolio della fornitura di energia nei loro comprensori. Ma a seguito della liberalizzazione intervenuta in questo settore a livello nazionale, questi monopoli avevano dovuto essere eliminati, e con essi i relativi contributi versati ai Comuni. 

 

Ecco perché nel 2009 il Gran Consiglio “inventò” una nuova tassa  basata sul consumo di elettricità (inserita nella bolletta elettrica) che venne posta a carico direttamente dei consumatori e il cui ricavato era interamente destinato ai Comuni. Questa tassa era stata calcolata non già in base a un  principio di causalità ma per consentire ai Comuni di continuare a incassare un importo di 40 milioni di franchi all’anno fino al 2013 ( 2ct/kWh per i piccoli consumatori e 1 ct/kWh per i grossi consumatori)  e di circa 35 milioni a partire dal 2014 (2 ct/kWh per i piccoli consumatori e 0,5 ct/kWh per i grossi consumatori).

 

A seguito del mio ricorso  il Tribunale federale non si espresse sulla tassa provvisoria valevole fino alla fine del 2013, ma annullò quella che avrebbe dovuto entrare in vigore a partire dall’anno prossimo in quanto , nella forma in cui era stata proposta, ritenuta arbitraria e incostituzionale.

 

Ora il Consiglio di Stato  propone a partire dal 2014 una nuova tassa di concessione per l’uso speciale del suolo pubblico che, a dipendenza delle scelte del Gran Consiglio, dovrebbe fruttare fra i 17 ed i 20 milioni di franchi ( di cui però solo 12-14  a beneficio dei Comuni e il resto – e questa è una novità rispetto alla situazione attuale – a beneficio del Cantone) .

 

A questa tassa se ne aggiungerà un’altra, cosiddetta di “incitamento” ,il cui ricavato confluirà in un  apposito Fondo cantonale destinato a favorire la realizzazione di nuovi impianti di energia rinnovabile e a finanziare l’attività dei Comuni nell’ambito dell’efficienza e del risparmio energetico. L’importo di questa tassa non è ancora noto ma  potrebbe fruttare attorno a una decina di milioni.

 

Insomma , sempre che la proposta del CdS non venga stravolta dal Gran Consiglio e dalla lobby dei Comuni, il ricorso del Guastafeste farà risparmiare qualche milione ai consumatori (che oltretutto  potranno beneficiare di maggiori sussidi per le energie rinnovabili grazie al nuovo Fondo cantonale)  e farà guadagnare al Cantone circa 5 milioni imprevisti. A perderci saranno solo i Comuni : ma era giusto che dopo la caduta dei monopoli a seguito della liberalizzazione del mercato dell’elettricità anche i Comuni si adeguassero alla nuova situazione.

 

                                                                               Giorgio Ghiringhelli