di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

AGGREGAZIONI

Conferenza-stampa del Comitato per la Nuova Locarno (23.2.05)

 

 

Composizione del comitato :

 

Ivan Schmidt , di Muralto (promotore della raccolta firme e coordinatore del Comitato), Fabio Lafranchi e Matteo Vanetti (Locarno), Claudio Pollini  (Minusio), Francesco Magistra (Muralto), Ivana Schmid (Orselina) e Pietro Trisconi (Brione s/Minusio). In veste di consulente esterno e addetto stampa : Giorgio Ghiringhelli, di Losone (già promotore della raccolta di firme per la fusione dei Comuni del Circolo delle isole)

 

Procedura di aggregazione per volontà popolare : la decisione del CdS per il Circolo delle Isole potrebbe costituire un pericoloso precedente anche per la raccolta di firme in atto sulla sponda sinistra della Maggia ?

 

In base all’art. 4 della Legge sulle aggregazioni, una domanda di aggregazione può essere formulata da 1/10 di cittadini di almeno due Comuni interessati. La legge è lacunosa in quanto non specifica se possono firmare tutti i cittadini o solo quelli con diritto di voto. Dato però che alla votazione consultiva possono prendere parte solo i cittadini con diritto di voto, per analogia si ritiene che pure  la richiesta di aggregazione debba essere formulata da cittadini con diritto di voto. La legge è doppiamente lacunosa perché non specifica se le firme raccolte debbano essere vidimate dalle cancellerie comunali (come si usa per iniziative popolari e referendum) oppure no (come si usa per le petizioni) . Ma anche in questo caso ci sembra che la vidimazione sia necessaria, altrimenti non sarebbe possibile stabilire se tutti i firmatari  di un dato Comune hanno diritto di voto in quel Comune o se il loro numero raggiunge il minimo del 10 % richiesto dalla legge.  Quindi è evidente che l’istanza con la quale i cittadini hanno il diritto di chiedere l’avvio di una procedura di aggregazione non è paragonabile a una petizione senza alcun effetto giuridico bensì è paragonabile a un’iniziativa “sui generis”, e come tale il Consiglio di Stato è obbligato a darvi seguito entro 6 mesi e non può metterla in un cassetto a sua discrezione, con il pretesto magari che i tempi non sono maturi  (solo se la stessa propone un’aggregazione “MANIFESTAMENTE INCOMPATIBILE”  con gli obiettivi di politica cantonale in tema di aggregazione” il CdS può respingere la domanda).

 

Da notare che la versione originale della nuova Legge sulle aggregazioni proposta dal CdS prevedeva che una domanda di aggregazione poteva essere chiesta, oltre che dai Municipi e dai Legislativi, anche da 1/10 dei cittadini di ALMENO UN COMUNE  interessato.  La commissione del Gran Consiglio che si occupò di questa legge ritenne però insufficiente questa proposta “soprattutto in considerazione del fatto che la nuova legge VUOLE FORTEMENTE CHE L’INIZIATIVA PARTA DALLA BASE”  e propose a sua volta che la richiesta di aggregazione doveva partire da 1/10 di cittadini  DI ALMENO DUE COMUNI  interessati. “Con questi parametri – si leggeva nel rapporto – si vuol dare MAGGIOR PESO ALLA VOLONTA POPOLARE di aggregazione”. Il CdS deve quindi tener conto di questa volontà popolare sancita dalla legge e voluta dal GC e non può, come invece ha fatto nel caso del Circolo delle Isole,  fare come più gli pare e gli piace. Sempre nel rapporto commissionale che accompagnava la proposta di legge si disquisiva inoltre se aumentare o meno il termine di ricorso al Gran Consiglio in caso di decisione negativa da parte del CdS : la proposta di portare questo termine da 30 a 60 giorni venne però bocciata “per non rallentare la procedura” e considerato che “la decisione negativa del CdS costituisce in questa fattispecie una norma di sicuro MOLTO RARA, UN’ECCEZIONE, e il problema è pertanto ridotto”. Quindi al momento di approvare la legge era chiaro anche al GC che solo in rarissimi casi ( ad esempio quando la richiesta era manifestamente incompatibile) il CdS avrebbe potuto rispondere negativamente a una richiesta di aggregazione formulata in base ai parametri stabiliti dalla legge. Vedremo ben presto se il GC farà rispettare lo spirito della legge da esso stesso approvata : quando cioè verrà presentato il ricorso contro la decisione del CdS di non dar seguito all’istanza che chiedeva l’avvio di una procedura di aggregazione per i Comuni del Circolo delle Isole. Decisione che , oltre a essere contraria alla legge e allo spirito voluto dal Legislatore, rischia di creare un pericoloso precedente che potrebbe annullare anche una richiesta popolare proveniente dai cinque Comuni della sponda sinistra della Maggia e che vanificherebbe i diritti popolari.

 

Obiettivi del Comitato

 

Come visto sopra, per dare avvio a una procedura di aggregazione basterebbe una richiesta in tal senso di 1/10 di cittadini di almeno due Comuni interessati. Considerato che un’istanza del genere è paragonabile a un’iniziativa popolare “sui generis” e che in base alla LOC (art. 76 cpv 4) nel computo del numero dei cittadini aventi diritto di voto non si tien conto per le iniziative dei cittadini all’estero, se ne deduce che il 10% dei cittadini equivale all’incirca a 810 firme per Locarno, 455 per Minusio, 185 per Muralto, 55 per Orselina e 40 per Brione s/Minusio. In totale : 1'445 firme. Il nostro obiettivo è di raggiungere e superare la percentuale minima in almeno quattro Comuni su cinque e se possibile già entro il 20 marzo (non esiste un termine per la consegna delle firme).

 

Situazione attuale

 

La raccolta delle firme è partita ufficialmente il 3 febbraio, cioè in periodo di carnevale. Attualmente disponiamo in tutto di 252 firme , così suddivise :  150 firme per Locarno , 35 per Minusio, 30 per Muralto 25 per Orselina e 12 per Brione.

 

Si entra nel vivo della campagna pro fusione

 

Siamo dunque ancora lontani dalla meta, ma va detto che  le vacanze di carnevale hanno rallentato la raccolta delle firme, per cui solo a partire da domani si entrerà nel vivo della “campagna per la fusione”. Difatti fra domani e dopodomani a tutti i circa 10'500 fuochi di Locarno (ad esclusione di Solduno) e di Minusio verrà distribuito il formulario per le firme. Si invitano gli interessati a controllare bene la posta prima di cestinare il materiale pubblicitario nel quale è inserito pure il formulario.  La stampa dei volantini è stata offerta da una tipografia di Locarno e la loro distribuzione è stata offerta da un commerciante locarnese. Ai 2'550 fuochi di  Solduno, Orselina e Brione s/Minusio il formulario per le firme era stato distribuito già negli scorsi giorni a spese del movimento del Guastafeste. Dal canto suo il movimento “Muralto Viva” provvederà nei prossimi giorni a far pervenire a tutti i circa 2'000 fuochi di Muralto un numero speciale del suo foglio informativo accompagnato da un formulario per le firme. A tutti questi sponsor vada il nostro ringraziamento. Ricordo che i formulari per le firme possono essere scaricati dal sito internet www.sensogiovane.ch o possono essere richiesti telefonando allo 076/470 39 78 o allo 091/743 11 87.

 

Bancarelle ?

 

Il trenino della fusione

 

Come i giornali hanno già riferito, stiamo preparando una manifestazione popolare denominata “il trenino della fusione”  che dovrebbe tenersi il sabato 12 marzo o, in caso di maltempo, il sabato 19 marzo. Per l’occasione si pensa di offrire per alcune ore della giornata a tutti coloro che sono favorevoli alle fusioni una piccola ma simbolica escursione con il trenino turistico sopra la Ramogna, da Piazza Grande al Barbaglio di Muralto e ritorno. Si vorrebbe estendere l’invito pure a tutti i municipali ed i consiglieri comunali dei 5 Comuni interessati. In quell’occasione chi ancora non l’avesse fatto potrà firmare l’istanza-petizione a favore dell’aggregazione dei Comuni di Locarno-Minusio-Muralto-Orselina e Brione s/Minusio. La manifestazione è già stata autorizzata dai Municipi dei Comuni di Locarno e Muralto. Lo svolgimento o meno di questa manifestazione dipenderà dagli sponsor che si faranno avanti per sostenerla. Cerchiamo 5-6  sponsor (commercianti, esercenti , ditte o semplici cittadini) disposti a versare 150 franchi ciascuno per finanziare un’ora di trenino.

 

Due comitati complementari

 

Ricorderete che poche ore dopo l’annuncio del lancio di una raccolta di firme a favore della fusione da parte di sensogiovane.ch, venne divulgata anche la notizia della proposta fatta da Giovanni Merlini ai presidenti cantonali del PPD e del PS di creare un comitato interpartitico per favorire le fusioni nel Locarnese. Questa sovrapposizione venne interpretata da molti come un invito al nostro comitato a farsi da parte, e anche per questo motivo la raccolta di firme è andata finora piuttosto a rilento, visto che molti cittadini attendevano un chiarimento.  Dal canto nostro, passato il primo comprensibile momento di stizza,  abbiamo sempre sostenuto che i due comitati non dovevano essere in contrasto fra di loro ma avevano un compito complementare da svolgere (come ben ha già avuto modo di sottolineare il sindaco di Locarno Carla Speziali): il nostro doveva raccogliere le firme per chiedere l’avvio di una procedura di aggregazione e quello interpartitico doveva poi subentrare per convincere la popolazione ed i politici a votare a favore della fusione al momento in cui ci sarebbe stata la votazione consultiva.

La presenza di alcuni rappresentanti del comitato interpartitico alla nostra conferenza-stampa sta ad indicare che ogni possibile malinteso è stato chiarito e che anche i rispettivi ruoli sono stati ben definiti, per cui sarebbe un grosso passo avanti verso il successo della nostra istanza se oggi questi rappresentanti  confermassero pubblicamente il loro sostegno ed il loro appoggio alla raccolta delle firme in atto.

 

Conclusione

 

In conclusione vorremmo ricordare agli scettici che se la nostra istanza-petizione venisse coronata dal successo, ciò non significa che la fusione proposta verrebbe automaticamente realizzata. Difatti con questa raccolta di firme si chiede unicamente di dare avvio a una procedura di aggregazione, per cui tale procedura prenderà inizio con uno studio di aggregazione che potrebbe richiedere un anno e mezzo o due e si concluderà con una votazione consultiva che non si terrà prima di 3-4 anni. A quel momento, grazie alle indicazioni che emergeranno dallo studio, tutti i cittadini dei Comuni interessati potranno votare con maggior cognizione di causa rispetto alle loro conoscenze attuali  in materia.  E sarà il risultato che scaturirà dalle urne a decidere il destino dell’aggregazione da noi proposta : fermo restando che in caso di risultati negativi non si potrà procedere a fusioni coatte in un agglomerato urbano, come Luigi Pedrazzini ha già ribadito più volte.

  Si vuole inoltre precisare che qualora altri Comuni dei dintorni (pensiamo soprattutto a est di Minusio, da Mergoscia fino a Cugnasco) volessero essere inclusi nello studio di aggregazione e avanzassero successivamente una richiesta a tal riguardo, da parte nostra non vi sarebbero motivi di  opposizione. Difatti se non abbiamo incluso questi Comuni in questa nostra istanza è stato semplicemente per non correre il rischio di sentirci dire dal Consiglio di Stato che la nostra richiesta  era manifestamente incompatibile con gli obiettivi  di politica cantonale in tema di aggregazione  : ciò che avrebbe potuto portare a una decisione negativa da parte dello stesso CdS. Qualora invece fosse lo stesso CdS, su istanza di qualche Comune, ad ampliare il raggio di azione dello studio di aggregazione , non avremmo alcuna obiezione.

 

                                                             Giorgio Ghiringhelli