di Giorgio Ghiringhelli
 

IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO
Giorgio Ghiringhelli
Via Ubrio 62
6616 Losone




Losone, 5 aprile 2006



Lodevole Consiglio di Stato
per il tramite della  Sezione degli Enti locali

6500 Bellinzona

Istanza d’intervento

l Patriziato di Ascona fa discriminazioni (non conformi alla legge)  fra patrizi e non patrizi ?

L’istanza è presentata da Giorgio Ghiringhelli, patrizio di Bellinzona,  contro il Patriziato di Ascona, per inosservanza di alcuni articoli (*) della Legge organica patriziale (LOP) i quali indicano che i beni patriziali devono essere utilizzati a favore di tutta la comunità e non a esclusivo beneficio dei patrizi ( ad eccezione della legna d’ardere “lavorata” e “in piedi” e della legna d’opera “lavorata” e “in piedi”).

 

(*) L’art. 1 cpv 1 impone l’obbligo di “conservare e utilizzare i beni patriziali d’uso comune con spirito vicinale a favore della comunità”, l’art. 4 cpv 2  recita che “il godimento dei beni patriziali deve avvenire in comune da parte dei patrizi e dei non patrizi nei limiti stabiliti dalla legge” , l’art. 7 cpv 1 dice che il patriziato “ha il compito di organizzare il buon governo dei beni patriziali, di garantire l’uso pubblico e di valorizzare le tradizioni locali”, l’art. 32 cpv 2   vieta tassativamente “ogni ripartizione di rendite o divisione di beni patriziali tra patrizi”  e l’art. 33 cpv 1   stabilisce che “i redditi ed i ricavi  devono essere destinati all’assolvimento dei compiti del patriziato, all’ammortamento dei debiti del patriziato, oppure al finanziamento di opere di pubblica utilità eseguite o da eseguire nel Comune del Patriziato”.

  

Legittimazione

 Qualsiasi cittadino è abilitato a proporre un’istanza di intervento (Ulrich Häfelin/Georg Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4° Edizione, Zurigo/Basilea/Ginevra 2002, N 1845, pag.383). Nel caso in questione, poi, l’istante è pure un patrizio ( di Bellinzona) e quindi ha  un legittimo interesse ideale a denunciare una situazione  non conforme alla legge che, pur coinvolgendo un altro Patriziato, porta discredito al buon nome dell’istituzione stessa del Patriziato.

 

 

Nel merito

 

Mi risulta che da parecchi anni il Patriziato di Ascona spende ogni anno decine di migliaia di franchi per manifestazioni e aiuti di tipo sociale ( o, nel caso delle borse di studio, apparentemente sociali ma in realtà senza distinzione di reddito per i beneficiari) destinati esclusivamente ai patrizi e dunque in netto contrasto con quanto disposto dalla LOP, secondo cui i beni patriziali devono essere utilizzati a favore di tutta la comunità e non solo per i patrizi.

 

In particolare mi risulta che il Patriziato asconese (il quale dispone di un patrimonio di oltre 42 milioni di franchi) spende ogni anno circa 20'000 franchi (21'795 nel 2003 e 19'690  nel 2005) per il raduno patriziale, circa 12'000 franchi (11'500 nel 2003 e 11'750 nel 2004)  per un “fondo borse di studio” presumibilmente riservato solo ai patrizi e circa 12'500 franchi ( 15'000 nel 2003 e 10'000 nel 2004)  per un “fondo previdenza patrizi bisognosi”.

 

In totale fanno circa 44'500 franchi all’anno che vengono sottratti ad un uso a favore di tutta la comunità asconese, o che potrebbero essere destinati al Fondo di aiuto patriziale istituito a livello cantonale per aiutare i patriziati più poveri (e nel quale il Patriziato di Ascona già versa secondo la legge attualmente in vigore circa 50'000 franchi all’anno) : un fondo, quest’ultimo, nel quale confluiscono ogni anno 700'000 franchi di cui la metà versati dal Cantone e l’altra metà dai patriziati più ricchi (N.B. proprio lunedì 10 aprile il Gran Consiglio dovrà decidere se accettare o meno una petizione intitolata “maggior solidarietà fra i patriziati ricchi ed i patriziati poveri” presentata nel settembre scorso dal movimento del Guastafeste e con la quale si propone di abolire il contributo versato dallo Stato a questo fondo e di sostituirlo con una partecipazione maggiore da parte dei Patriziati più ricchi. Da qui un ulteriore mio legittimo interesse a denunciare delle situazioni in tutto o in parte non conformi alla LOP).

 

Per quanto riguarda i costi sostenuti per il raduno patriziale (calcolando una partecipazione attorno alle 170 persone, bambini compresi, risulta una spesa media di 120 franchi per persona) va rilevato che già in  data 9 settembre 1985 il Tribunale cantonale amministrativo aveva avuto modo di esprimersi sull’illegittimità della destinazione di parte del reddito del capitale patriziale al pagamento dell’annuale pranzo sociale (RDAT 1986 no. 12). In quel’occasione il TRAM aveva sentenziato che in base agli articoli di legge che imponevano l’obbligo di utilizzare i beni patriziali a favore della comunità o che vietavano la “ripartizione di rendita” (e cioè l’utilizzazione a vantaggio dei soli patrizi di reddito proveniente da capitale patriziale)  l’impiego di una somma di denaro per una cena sociale al fine del consolidamento dello “spirito della corporazione patriziale” non appariva giuridicamente ammissibile ; questa pratica non era difendibile a detta del TRAM neppure nella misura in cui si fosse voluto far derivare la legittimità dalla consuetudine. Quindi è fuori di dubbio che i 20'000 franchi spesi ad Ascona a tale scopo , sono spesi in modo non conforme alla legge e alla giurisprudenza.

 

Per quanto riguarda il “fondo borse di studio” posso dire che esso esisteva già prima della nuova LOP entrata in vigore nel 1992. Non so se vi sia un regolamento per l’assegnazione di queste borse di studio, attribuite già a chi studia dopo la scuola media. Mi risulta però che questi aiuti vengono concessi nella forma di sussidio e non di prestito, e che vengono concessi a tutti i patrizi richiedenti, indipendentemente dal reddito. Quindi, oltre a essere contrari alla LOP in quanto presumibilmente destinati solo ai patrizi e non a tutti gli asconesi, questi sussidi di cui possono usufruire anche famiglie milionarie non sembrano basarsi su una logica di tipo sociale.

 

Per quanto riguarda infine il “fondo previdenza patrizi bisognosi”, pure in vigore già da prima del 1992, il nome stesso del fondo dice che questi aiuti vengono concessi solo ai patrizi ( e non si sa bene con quali criteri) e quindi sono chiaramente illegittimi.

 

 

Carenza di controlli e promesse disattese

 

Ammesso e concesso che questa istanza d’intervento abbia colpito nel segno e che consentirà di porre fine a una consuetudine illegittima e discriminatoria nella misura in cui tende a favorire i patrizi di un Comune rispetto ai non patrizi dello stesso Comune, resterebbe da chiedersi come mai l’Autorità cantonale di vigilanza non si sia mai accorta di queste anomalie che figurano chiaramente nei conti del Patriziato che le devono essere sottoposti annualmente per verifica. Forse la risposta sta nel fatto che, per controllare i 212 Patriziati esistenti in Ticino, il Cantone mette a disposizione un sol ispettore, e ciò in barba a quanto scriveva il Consiglio di Stato nel messaggio no. 3539 del 5 dicembre 1989 che accompagnava il disegno della nuova LOP varata poi nel 1992. Scriveva il CdS in quel messaggio : “Non senza conseguenze sarà pure il richiamo ad una maggiore e più incisiva presenza dell’organo di vigilanza attraverso l’attività di consulenza legale, tecnica e finanziaria dei patriziati, che renderà inevitabile un potenziamento del personale (attualmente un ispettore) preposto a questo genere di servizio”.  Ebbene, a tutt’oggi, malgrado quelle promesse,  vi è ancora un sol ispettore a controllare l’attività di tutti i Patriziati ! Visto che la situazione finanziaria del Cantone non consente forse di effettuare in questo momento un potenziamento del personale in questo settore, non sarebbe più sensato destinare a questo scopo i 350'000 franchi ( o parte di essi) che attualmente il Cantone versa ogni anno nel Fondo di aiuto patriziale ?

 

Va detto infatti che a quanto mi risulta le situazioni denunciate in questa istanza di intervento non sembrano essere l’eccezione bensì la regola (nel senso che sarebbero una pratica assai diffusa nei patriziati ticinesi) , e dunque controlli più approfonditi e regolari consentirebbero non solo di eliminare un po’ in tutto il Cantone discriminazioni contrarie alla legge, ma pure di evitare illeciti sperperi  di risorse finanziarie che potrebbero essere meglio destinate al finanziamento di opere di pubblica utilità o al sostegno dei patriziati più poveri (sgravando magari anche il Cantone da sussidi e contributi a suo carico).

 

La carenza di controlli e di informazioni sono del resto state oggetto di critiche anche nel rapporto della Commissione delle petizioni e dei ricorsi (27 marzo 2006) sulla petizione “Maggior solidarietà fra patriziati ricchi e poveri” presentata il 14 settembre 2005 dal movimento del Guastafeste. Si legge infatti nel rapporto che “purtroppo non vi sono dati globali sul mondo patriziale, e in particolare sul numero dei cittadini patrizi, sulle proprietà gestite e sugli investimenti eseguiti. Queste lacune non giocano in favore dell’immagine degli istituti patriziali, giacché – oltre al riconoscimento storico – il Patriziato ticinese deve dimostrare la sua forza e la sua attività , in modo da proteggersi proattivamente da proposte che vanno a snaturare lo scopo e la base stessa di questo istituto”.  In questo rapporto , citando una presa di posizione del Governo, si spiega pure che gli enti patriziali non sono oggetto di analisi finanziarie da parte della Sezione Enti Locali, come invece accade per i Comuni, e ciò perché “a differenza dei Comuni la necessità per i patriziati di avere a disposizione dati complessivi è al momento attuale operazione fine a se stessa. La vigilanza viene svolta pertanto non tanto sui dati globali, ma è limitata ai casi specifici determinandosi l’esigenza”.  Le “discriminazioni” asconesi qui denunciate sembrerebbero mettere in dubbio il fatto che la vigilanza sui conti patriziali scatti d’ufficio “per  casi specifici” e mettono a nudo le lacune dello Stato in questo pur importante settore.

 

Conclusione

 

In conclusione chiedo dunque che si effettuino delle verifiche sui privilegi (elencati in questa istanza) di cui godono i patrizi asconesi e che in caso di discriminazioni non conformi alla legge si intervenga con i dovuti provvedimenti atti a ripristinare la legalità ed il rispetto della LOP.

 

                                   Con ogni ossequio                Giorgio Ghiringhelli

 

 

 Allegati : conti consuntivi 2004 del Patriziato di Ascona

 


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