di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Giorgio Ghiringhelli                                                                  Losone, 28 agosto 2003

Via Ubrio 62

6616 Losone

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Egregi redattori,

 

vi invio una mia riflessione in merito al Grand hotel per un’eventuale pubblicazione nella rubrica destinata alle lettere dei lettori o nelle pagine di cronaca regionale. Cordiali saluti. Giorgio Ghiringhelli

 

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Grand Hotel e Grande Locarno

 

 “Se si vuol salvare il Gran Hotel non bastano le belle parole, occorre rimboccarsi le maniche e trovare i venti milioni necessari per il suo acquisto, perché ogni anno che passa i proprietari perdono mezzo  milione di franchi”.  Come dare torto all’avv. Gianfranco Cotti, uno dei comproprietari dell’edificio, che ieri si è lasciato andare a questo sfogo sulle colonne di un quotidiano ? Forse sarà il Cantone a salvare lo storico albergo, come già proposto da qualche deputato in Gran Consiglio. E i Comuni ? Nessuno dei Comuni che fanno parte dell’agglomerato locarnese, da Brissago a Tenero,  avrebbe i soldi necessari per una simile operazione immobiliare. E sarebbe utopico pensare che questi Comuni possano mettersi d’accordo per suddividere la spesa : si comincerebbe a litigare sulla chiave di riparto, sui contenuti dell’edificio, sulla gestione e così via. E fra dieci anni saremmo ancora ai piedi della scala. Ma se tutte queste località fossero unite in un sol Comune ( o al massimo due), allora , almeno dal punto di vista finanziario, un intervento di questo tipo sarebbe un gioco da ragazzi. E la decisione a favore o contro l’acquisto sarebbe rapida, questione di pochi mesi. Lo dimostro con qualche cifra. Il gettito d’imposta cantonale base di tutti questi Comuni ammontava nel 1995 a 112'393'000 franchi (nello stesso anno il gettito di Lugano era di 152'713'000 franchi) : ora probabilmente tale importo ammonta a una ventina di milioni in più. Pensate che forza avrebbe una simile  grande città di 45'000 abitanti. Con un moltiplicatore d’imposta ipotetico attorno al 75 per cento (grazie anche ai contributi del Cantone a favore dell’aggregazione e ai risparmi sui doppioni) questo Comune incasserebbe (secondo i dati del 1995) circa 84 milioni di franchi all’anno. Fra ammortamenti e interessi bancari, l’investimento per l’acquisto del Grand hotel (senza contare le spese per la successiva riattazione) peserebbe inizialmente sulle finanze comunali per circa 1'400'000 franchi all’anno , pari a  solo 1,2 punti di moltiplicatore d’imposta . Cioè in concreto il moltiplicatore d’imposta matematico passerebbe a 76 punti ( e quello politico potrebbe rimanere a 75). L’acquisto dunque sarebbe una bazzecola dal punto di vista finanziario, e semmai ci si limiterebbe a discutere se ne valga la pena o no : oggi non si potrebbe neppure fare quello. Difficilmente l’aggregazione dei Comuni del Locarnese, se mai si farà,  entrerà in vigore in tempo utile per salvare il Grand Hotel o perlomeno per impedire che venga venduto a terzi. Ma questo esempio dimostra quali potrebbero essere le enormi potenzialità di un agglomerato con un’unica cassa, un unico Municipio e un unico Legislativo. Allora sì che le chiacchiere ed i litigi potrebbero lasciar posto ai fatti e alle realizzazioni.  Se i politici, troppo preoccupati di perdere il loro piccolo potere,  non  lo vogliono capire, mi auguro che al momento buono lo capiscano almeno i cittadini .

 

                                                                    Giorgio Ghiringhelli, Losone






 
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