di Giorgio Ghiringhelli



IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Losone, 11.12.08

 

 

Pranzi patriziali : una sentenza c’è già!

 

In base alla Legge organica patriziale i beni patriziali devono essere utilizzati a favore di tutta la comunità e non a esclusivo beneficio dei patrizi ( ad eccezione  della legna ). Per questo motivo un paio d’anni fa mi ero rivolto al Consiglio di Stato per denunciare il mancato rispetto di queste disposizioni da parte del Patriziato di Ascona, che ogni anno spendeva 20'000 franchi per il pranzo annuale riservato solo ai patrizi e circa 24'000 franchi per contributi ai patrizi bisognosi e a un fondo di borse di studio riservato ai patrizi. A seguito di quella denuncia il Consiglio di Stato   scrisse a tutti i patriziati del Cantone richiamandoli al rispetto della legge e osservando che secondo la stessa  “può unicamente essere ammessa una partecipazione ( ndr. da parte del Patriziato) ai costi dell’incontro annuale (pranzo o cena), ma non sono ammissibili altre forme di suddivisione di beni a beneficio dei soli cittadini patrizi non esplicitamente previste dalla legge”. Il Patriziato di Ascona si è così “ messo in riga”  annullando i contributi precedentemente destinati solo ai patrizi e sostituendoli con sussidi assegnati a fondi di borse di studio o a iniziative a favore degli anziani che vanno a vantaggio di tutti gli asconesi e non solo dei patrizi. La mia denuncia  è dunque servita a ristabilire la legalità e a evitare disparità di trattamento fra abitanti di uno stesso Comune.... Per quanto riguarda il pranzo, invece,  non ci siamo ancora. Domenica scorsa si è  svolto nel lussuoso ristorante del Golf club patriziale il tradizionale raduno dei patrizi asconesi. Visto che all’incontro sono presenti abitualmente 150-170 persone (circa 3 per famiglia)  e visto che per questo pranzo nei conti preventivi dell’ente figurano ancora uscite per 20'000 franchi, se ne può arguire che il banchetto è costato circa 120 franchi a testa (ossia ad esempio 360 franchi per una famiglia, o “fuoco”,  di 3 membri). E qual è stato il contributo minimo richiesto ai partecipanti ? Dieci franchi per ogni “fuoco” . Ridicolo ! Nell’intervista rilasciata ieri al Corriere del Ticino la presidente del Patriziato asconese, avv. Rachele Allidi,  si giustifica affermando che “è una questione di proporzioni” , sottolineando che al raduno viene destinata una cifra “davvero minima” e che questo incontro serve a incentivare quel che la legge chiama “spirito viciniale” . Nessuno dice che questi raduni debbano essere annullati . Ma non si capisce perché, in barba alla legge, i costi conseguenti debbano essere interamente o quasi a carico dell’ente organizzatore . In molti altri patriziati i costi del tradizionale pranzo annuale (non necessariamente svolto in ristoranti lussuosi) sono assunti dai partecipanti : l’ente organizzatore eventualmente offre l’aperitivo o le bibite. E lo “spirito viciniale” è   salvo ugualmente ! E’ vero, per un Patriziato ricco come quello di Ascona 20'000 franchi sono una somma esigua, ma se si vuol tirare in ballo la “proporzionalità”  allora il rapporto va fatto fra il costo del pranzo e la partecipazione chiesta ai partecipanti, che in questo caso è davvero irrisoria e beffarda verso la legge. Dopo aver precisato di aver seguito le indicazioni fornite dalla Sezione enti locali, l’avv. Allidi ha auspicato che qualcuno faccia ricorso “così finalmente avremo non solo un parere più o meno vincolante, ma una sentenza di un’autorità giudiziaria : e se questa stabilirà che siamo fuorilegge l’accetteremo serenamente”.  Allora vorrei cortesemente far presente all’avvocatessa – e lo ricorderò anche alla Sezione enti locali - che una sentenza in materia già esiste : è quella del 9 settembre 1985  (riportata in RDAT 1986 no. 12) con la quale il TRAM aveva stabilito che l’impiego di una somma di denaro per una cena sociale al fine del consolidamento dello “spirito della corporazione patriziale” non appariva giuridicamente ammissibile.  Insomma : una modica partecipazione da  parte di un Patriziato ai costi di un pranzo ci può anche stare, ma non certo nelle proporzioni in voga ad Ascona.

 

                                                              Giorgio Ghiringhelli, Losone




 
Return To Top