di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

     
Losone, 16 marzo 2015

 

 

I giudici del Taf ammettono:

“quella legge del 2013 è stata fatta per limitare
 il numero di richiedenti l’asilo eritrei”.

Ma allora perché nel 2014 il loro numero è aumentato del 170% ?

Il  9. giugno 2013 il popolo svizzero aveva approvato con il 78% di voti favorevoli alcune modifiche urgenti della legge sull’asilo (LAsi)  fra cui il nuovo articolo 3 capoverso 3 che recita “Non sono rifugiati le persone che sono esposte a seri pregiudizi o hanno fondato timore di esservi esposte per aver rifiutato di prestare servizio militare o per aver disertato (…)” .

 

E’ notorio che un gran numero di richiedenti l’asilo provenienti dall’Eritrea fuggono da quel Paese, dove non è in atto alcuna guerra, soprattutto per evitare il lungo servizio militare. A confermarlo , se mai ve ne fosse ancora bisogno ,  sono stati  i giudici del Tribunale amministrativo federale (Taf) , i quali in una sentenza emessa alcuni giorni fa hanno ammesso candidamente che l’articolo di legge contro i renitenti alla leva ed i disertori era stato introdotto proprio per limitare il numero di richiedenti l’asilo eritrei .

 

Nell’agosto del 2013  l’Ufficio federale della migrazione – applicando il nuovo articolo di legge - non aveva voluto concedere lo status di rifugiato al disertore in questione, limitandosi ad accordargli solo un’ammissione provvisoria fintantoché non fosse possibile rinviarlo nel suo Paese d’origine. Il cittadino siriano aveva così inoltrato un ricorso al Taf , il quale gli ha dato ragione ritenendo che in caso di ritorno nel suo Paese l’uomo avrebbe rischiato una pena esageratamente severa.  Come riferiva il Corriere dello scorso 7 marzo,  il Taf aveva colto l’occasione per precisare la portata del nuovo articolo della Lasi, secondo cui  uno straniero non può ottenere lo status di rifugiato in seguito alla minaccia di una condanna nel suo Paese per essersi rifiutato di servire l’esercito o aver disertato, e , dopo aver ricordato che la modifica della legge “era  volta a limitare il numero, ritenuto troppo elevato, di richiedenti eritrei” era giunto alla conclusione che il nuovo articolo “ non impedisce però la concessione dell’asilo a chi rischia non solo di essere sanzionato per non essersi voluto arruolare, ma pure di essere perseguito”.

 

Ma allora , se il nuovo articolo di legge   mirava a limitare il numero di richiedenti eritrei, come mai nel 2014  il loro numero è aumentato del 170% rispetto al 2013  (su 23'765 richiedenti l’asilo entrati in Svizzera gli eritrei costituivano il principale gruppo con ben 6'923 persone, seguito con notevole distacco dai siriani con 3'819 domande – cfr. CdT del 7.2.2015) ? E se l’interpretazione “buonista” dei giudici dovesse valere in futuro  anche per gli eritrei o per i disertori di altri Paesi non in guerra, in palese contraddizione con gli obiettivi del nuovo articolo di legge , se ne dovrebbe dedurre che ancora una volta la volontà del popolo è stata aggirata ?

 

                                                                                         Giorgio Ghiringhelli, Losone