di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Giorgio Ghiringhelli 
Via Ubrio 62
6616 Losone
Losone, 15 marzo 2011
 
Lodevole
Consiglio di Stato
6501 Bellinzona

Votazione consultiva sull’aggregazione del Circolo delle isole : sì a un leggero rinvio, ma prima delle elezioni comunali del 2012

 

 

Lodevole Consiglio di Stato,

 

ho appreso dalla stampa che la Commissione di studio per l’aggregazione della sponda destra della Maggia vi ha scritto chiedendo un incontro alfine di valutare la possibilità di procrastinare la votazione consultiva concernente i Comuni di Losone, Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona, prevista per il mese di giugno.

 

Nella mia veste di promotore e primo firmatario dell’istanza popolare presentata nel giugno del 2003 e che ha dato avvio alla procedura di aggregazione, credo di avere il diritto di essere coinvolto in eventuali decisioni sui tempi della votazione.

 

Posso già anticipare di essere favorevole a posticipare la votazione rispetto a quella prevista in giugno in concomitanza con quella per l’aggregazione della sponda sinistra della Maggia. Ma tale votazione dovrà comunque svolgersi ancora entro la fine di quest’anno , e non dopo le elezioni comunali del 2012, come mi sembra invece che desidererebbero i membri della Commissione. Qualora la votazione avesse un esito positivo, le elezioni comunali nei quattro Comuni interessati potrebbero essere posticipate di un anno (come già avvenuto in altri casi) , e quindi non vi sarebbero problemi di tipo organizzativo.  Posticipando la votazione a dopo le elezioni comunali, invece, i Municipi ed i Consigli comunali rimarrebbero in carica ancora per quattro anni anche se l’aggregazione fosse approvata, e ciò non sarebbe né giusto né giustificato.

 

Perché sarebbe opportuno separare le due votazioni consultive

 

E’ innegabile che il progetto aggregativo del Circolo delle isole sembra destinato a finir male, e ciò non solo a causa della decisione del Consiglio di Stato di non contribuirvi finanziariamente, ma pure a seguito della netta opposizione del Municipio di Ascona,  nonché del degrado delle finanze di Losone intervenuto specialmente negli ultimi anni (con un moltiplicatore d’imposta passato dal 75% del 2007, al 90% del 2010 e al previsto 95% del 2011).

 

A questo punto solo un’eventuale  aggregazione dei Comuni della sponda sinistra della Maggia potrebbe “ricompattare” i Comuni del Circolo delle isole al motto di “l’unione fa la forza”, perché se quest’ultimi rimanessero ancora separati e isolati sarebbero destinati con il tempo a soccombere di fronte alla forza politica e finanziaria del nuovo polo e il loro destino sarebbe quello di regredire o, partendo da una situazione di debolezza,  “supplicare” l’ammissione nella Grande Locarno. 

 

Ecco perché la due votazioni consultive non devono avvenire contemporaneamente, in modo da lasciare agli abitanti e alle autorità del Circolo delle isole qualche mese di tempo per riflettere sul loro futuro alla luce di quanto avverrà sulla sponda opposta della Maggia. Ma per fare questa riflessione occorre tutt’al più qualche mese e non qualche anno, per cui la votazione andrebbe fatta in ogni caso prima delle elezioni del 2012, e ciò anche nel malaugurato caso in cui i cittadini della sponda sinistra della Maggia dovessero bocciare la proposta di aggregazione.

 

 

Non avrebbe senso , e sarebbe illegale, prorogare per anni la votazione in attesa che la situazione finanziaria di Losone migliori o in attesa che vi sia un ricambio generazionale nel Municipio di Ascona : anche qualora la votazione si concludesse negativamente, nulla impedirebbe ai Municipi o ai Consigli comunali di ripresentare in un prossimo futuro una nuova istanza di aggregazione.

 

E’ tempo che la parola passi al Popolo

 

Di tempo , dal 2003, se n’è già perso fin troppo e ora è giunto il momento che i cittadini possano votare sull’argomento e che si possano così avere indicazioni chiare sulla volontà popolare. Del resto era proprio stato per consentire ai cittadini di decidere il proprio destino – visto l’immobilismo dei partiti e delle autorità comunali su questo fronte – che era stata lanciata una petizione popolare in linea con le modalità previste dall’art. 4 della legge sulle aggregazioni.

 

Proprio perché la richiesta di avviare uno studio di aggregazione non è partita dalle autorità comunali – che anzi erano contrarie – bensì da una petizione popolare,  toccherebbe semmai ai rappresentanti dei firmatari  (cioè ai promotori della petizione) decidere se ritirare o meno l’istanza di aggregazione o se procrastinare “sine die” la votazione, e non certo ai Municipi, o ai sindaci, o alla Commissione di aggregazione o allo stesso Consiglio di Stato. Diversamente sarebbe un po’ come se un’iniziativa popolare venisse messa in un cassetto, anziché essere posta in votazione , e ciò solo perché da taluni giudicata prematura, o scomoda o destinata all’insuccesso : non è così che funziona la democrazia diretta !

 

In base all’art. 6 della Laggr,  il Consiglio di Stato, una volta esaminato lo studio,  deve trasmettere la sua proposta “con uno o più scenari di aggregazione ai Municipi dei Comuni interessati affinché la sottopongano con il loro preavviso alle rispettive assemblee, in via consultiva, entro un termine che sarà loro fissato”.  La legge lascia dunque al CdS la  competenza di fissare la data per la votazione, ma tale competenza ha comunque dei limiti che sconfinerebbero chiaramente nell’abuso in caso di rinvii “sine die”  che aggirerebbero i diritti popolari e lo spirito stesso della legge sulle aggregazioni.

 

Il CdS vuole la Grande Locarno, a costo di “sabotare” l’aggregazione del Circolo delle Isole ?

 

E’ vero che il Consiglio di Stato potrebbe anche decidere , in questo caso del tutto legittimamente, di porre in votazione contemporaneamente i due progetti di aggregazione del Locarnese, ben sapendo che ciò equivarrebbe alla quasi certa bocciatura del progetto concernente il Circolo delle isole.  Ma se questa dovesse essere l’intenzione del Governo, allora avrebbe ragione la Commissione di studio laddove nella sua lettera osserva che “la strategia sempre meno velata del Cantone é quella di mantenere la Sponda destra isolata per poi farla confluire , un domani, nella Grande Locarno”.

 

In effetti vi sono fondati motivi e dati di fatto che avvalorano questa tesi. Vorrei ricordare che il Consiglio di Stato aveva inizialmente deciso di non dar seguito alla petizione popolare del Circolo delle isole , perché ciò avrebbe precluso la realizzazione di “scenari più ampi”, ossia perché ciò a suo dire avrebbe precluso la possibilità di creare un sol Comune. Il Gran Consiglio però accettò un ricorso dei promotori della petizione e diede via libera al loro progetto, perché lo stesso era in regola con le procedure previste dalla legge sulle aggregazioni.  Sempre in base a questa stessa legge , nessuno avrebbe comunque impedito a un qualsiasi Municipio o un qualsiasi Consiglio comunale o un qualsiasi comitato popolare di presentare anche una richiesta per l’avvio di una procedura di aggregazione per un unico Comune. Ma nessuno ha compiuto questo semplice passo, che – come scritto nero su bianco in una lettera inviata al Consiglio di Stato il 23 maggio 2005 (e pubblicata sul sito www.ilguastafeste.ch) –  era stato da noi caldeggiato e  avrebbe goduto del nostro consenso e appoggio. E anche lo stesso Consiglio di Stato, che in base alla legge avrebbe potuto avviare d’ufficio uno studio di aggregazione in tal senso, si è limitato a fare uno studio

 

strategico non finalizzato all’aggregazione, e dopo un sondaggio popolare dall’esito poco rassicurante ha rinunciato ad avviare d’ufficio uno studio.

 

Ciò dimostra che gli “scenari più ampi” tirati in ballo dal Consiglio di Stato per tentare di bloccare la nostra petizione erano in realtà un pretesto bell’e buono non poggiante su alcun riscontro oggettivo, giacché in realtà nessuno voleva la Grande Locarno : né le autorità comunali né il Popolo. E quindi, senza la nostra petizione, non vi sarebbe stato alcuno studio e a quest’ora non vi sarebbe alcuna votazione in vista.

 

Non si può dunque escludere che, dopo essere stato sconfessato dal Gran Consiglio, ora il Consiglio di Stato cerchi la rivincita, e,  con la decisione di non contribuire finanziariamente all’aggregazione del Circolo delle isole, abbia mirato volutamente a “sabotare” l’aggregazione del Circolo delle isole in modo da mantenere separati e isolati questi Comuni e farli confluire con il tempo nella Grande Locarno. Una strategia che ovviamente, pur condividendo l’obiettivo finale,  non possiamo assecondare.

 

I deleteri e inammissibili ritardi causati dal CdS e dalla Commissione di studio

 

Infine mi sia concesso osservare che se il Consiglio di Stato avesse rispettato i termini previsti dalla Legge sulle aggregazioni e non avesse cercato di mettere i bastoni nelle ruote alla nostra petizione, la votazione sull’aggregazione del Circolo delle Isole avrebbe potuto aver luogo già almeno 4 o 5 anni fa, quando il moltiplicatore d’imposta di Losone era ancora al 75% e quando dunque la situazione finanziaria di questo Comune incuteva meno “paure” agli abitanti degli altri Comuni, e forse ora ci sarebbe già un sol Comune sulla sponda destra della Maggia.

 

 Per rinfrescare la memoria a chi l’avesse persa, ricordo infatti che la petizione venne presentata nel giugno del 2003 . In base alla legge il Consiglio di Stato avrebbe dovuto darvi seguito entro 6 mesi avviando uno studio di aggregazione. Invece l’autorità cantonale tenne per un anno e mezzo la petizione in un cassetto e solo a seguito di un primo ricorso al Gran Consiglio per “denegata giustizia” si decise finalmente, nel febbraio del 2005, a prendere posizione sulla stessa, decidendo però di non darvi seguito. Un secondo ricorso contro questa decisione negativa venne accolto dal Gran Consiglio nel settembre del 2005. Ma malgrado ciò passarono ancora ben 8 mesi prima che il Consiglio di Stato, nel maggio del 2006,  si decise a scrivere ai Comuni interessati chiedendo loro di proporre dei rappresentanti in seno alla Commissione di studio. E passarono ancora 4 mesi prima che il Consiglio di Stato, nel mese di settembre,  istituì ufficialmente la Commissione dandole l’incarico di presentare la proposta di studio “entro la fine del 2007”.  Un termine, quest’ultimo, clamorosamente disatteso dalla Commissione , con il complice silenzio del Consiglio di Stato, visto che lo studio venne portato a termine solo verso la fine del 2010.

 

Questo breve istoriato dimostra che , a tutti i livelli , la petizione popolare è stata fin dall’inizio osteggiata e presa sotto gamba, e che anche la Commissione di studio ci ha messo del suo per provocare un ritardo che ora, a seguito del degrado delle finanze di Losone emerso soprattutto dopo il 2007,  arrischia di compromettere l’esito della votazione. Dovevano pensarci prima : troppo tardi e troppo semplicistico chiedere ora un rinvio “sine die” della votazione  con il solito pretesto che i tempi non sono maturi o non son propizi.

 

Dopo tutte queste peripezie sarebbe intollerabile, scorretto, illegale e vergognoso provocare nuovi artificiosi e immotivati ritardi che finirebbero con il calpestare ulteriormente i diritti dei firmatari della petizione impedendo al popolo sovrano di dire la sua, in un senso o nell’altro, su un argomento che si  trascina ormai da troppi anni. E se il Popolo dovesse votare contro l’aggregazione va bene lo stesso : vorrà dire che si assumerà la sua parte di responsabilità qualora l’economia regionale e le finanze dei Comuni dovessero peggiorare.

 

            Distinti saluti                                

                                                                                Giorgio Ghiringhelli

                                                (promotore e primo firmatario della petizione per l’aggregazione del Circolo delle isole)