di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Giorgio Ghiringhelli                                              Losone, 26 febbraio 2005

091/792 10 54 
 
 
 

Ai membri del CC
di Losone
 

 

Risoluzione del Legislativo di Losone sulla proposta di aggregazione dei Comuni del Circolo delle Isole 

Gentili colleghe, egregi colleghi,  
 

avrete appreso dalla stampa che negli scorsi giorni il CdS ha deciso di non dare seguito alla petizione consegnata il 4 giugno del 2003 dal Comitato per la fusione del Circolo delle Isole (presieduto da Luca Realini e coordinato dal sottoscritto) con la quale 827 cittadini dei quattro Comuni di Losone, Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona chiedevano l’avvio di uno studio per l’aggregazione di questi Comuni. 

Il CdS ha giustificato questa decisione con il fatto che i Municipi interessati “hanno comunicato recentemente di non voler prendere posizione sul postulato della petizione” e con il fatto che uno studio formale doveva essere preceduto da un ampio dibattito a livello regionale con il coinvolgimento delle popolazioni e delle autorità interessate, onde evitare un insuccesso. 

Nei prossimi giorni il Comitato promotore ricorrerà al Gran Consiglio contro questa decisione. Con la presente vi sottopongo una proposta di risoluzione da mettere ai voti nella seduta del 7 marzo, con la quale il CC losonese invita il GC ad accogliere il ricorso : sarebbe certamente un segnale forte.  

Questa proposta avrebbe però un senso solo se fosse sostenuta dalla maggioranza dei presenti, per cui vi invito a farmi conoscere le vostre intenzioni di voto prima della seduta del 7 marzo. Nel caso in cui questo sondaggio avesse esito positivo, chiederei al presidente del CC di mettere in votazione la risoluzione all’inizio della seduta, visto che le risoluzioni (essendo materia “extra-LOC”) possono essere messe in votazione in qualsiasi momento. 

Prima di sottoporvi una bozza del testo della risoluzione ritengo utile fornirvi qualche spiegazione supplementare. 

L’art. 4 della Legge sulle aggregazioni stabilisce che le richieste di avvio di una procedura di aggregazione possono essere presentate al Consiglio di Stato non solo da Municipi e da Legislativi ma pure da 1/10 dei cittadini di almeno due Comuni interessati. Questa possibilità, come si legge nel rapporto della Commissione del GC incaricata di esaminare la proposta di legge, fu introdotta “in considerazione del fatto che la nuova legge vuole fortemente che l’iniziativa parta dalla base” e “per dare maggior peso alla volontà popolare di aggregazione”.  Quindi una richiesta del genere in regola con la legge ha il valore di un’iniziativa popolare “sui generis” e non può essere ignorata . In base sempre all’art. 4 della Legge il CdS “esamina l’istanza e, se non manifestamente incompatibile con gli obiettivi di politica cantonale in tema di aggregazione, entro sei mesi vi dà seguito avviando uno studio di aggregazione di cui definisce il comprensorio”. Quindi è chiaro che  solo nel caso in cui la proposta “è manifestamente incompatibile” il CdS la può respingere, altrimenti è tenuto a darvi seguito entro sei mesi. Orbene, il CdS stesso ha ammesso che “l’ipotesi di fusione nel Circolo delle Isole è prevista” nello studio preliminare già eseguito dal Cantone per il Locarnese, per cui non vi è alcuna incompatibilità. E’ dunque evidente che decidendo di non dar seguito alla richiesta, il Governo non ha rispettato né la legge né la volontà popolare. Si potrebbe al limite anche capire le ragioni addotte dal Governo per sostenere in pratica che i “tempi non sono ancora maturi”, ma fin che la Legge non viene modificata la stessa deve essere applicata e deve essere fatta applicare da chi l’ha votata (il Gran Consiglio). Ecco perché inoltreremo ricorso al GC. 

A parte queste considerazioni di natura giuridica va poi aggiunta un’altra cosa : se il CdS avesse deciso di accogliere la richiesta, in base alla Legge esso avrebbe dovuto nominare una commissione di studio entro 6 mesi (cioè entro agosto 2005) e poi avrebbe dovuto fissare un termine a questa commissione per la presentazione di detto studio ( qui la legge non fissa limiti per cui tale termine avrebbe potuto anche essere di un paio d’anni, cioè fino all’agosto del 2007).  Una volta pronto, lo studio avrebbe dovuto essere sottoposto al preavviso dei Municipi e poi al CdS, e quindi sarebbero trascorsi almeno altri 6 mesi (febbraio 2008). Infine questa procedura si sarebbe conclusa con una votazione consultiva che avrebbe dovuto essere indetta dopo aver informato la popolazione sui risultati dello studio, cioè poniamo verso novembre del 2008. Appare dunque chiaro che anche approvando la petizione sarebbero trascorsi quasi altri quattro anni prima della votazione consultiva, per cui ci sarebbe stato tutto il tempo per fare quell’ “ampio dibattito a livello regionale con il coinvolgimento delle popolazioni e delle  autorità interessate” auspicato dal Governo. 

Invece il Governo vuole procedere all’incontrario, prima promuovendo il dibattito e poi allestendo quello studio formale di aggregazione che dovrebbe invece servire da base per ogni serio dibattito. 

Qualora il CC di Losone dovesse approvare la risoluzione che vi sottopongo, ciò non significherebbe un “sì” alla fusione, ma semplicemente un sì all’avvio della procedura di fusione (cioè a uno studio di aggregazione seguito poi da una votazione consultiva) nel rispetto della legge e della volontà popolare. 

                         Cordiali saluti                        Giorgio Ghiringhelli 

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Ecco dunque la bozza (ev. perfezionabile su vostro suggerimento) della risoluzione che sottopongo alla vostra attenzione e che andrebbe indirizzata al Gran Consiglio:  

Nella seduta del 7 marzo 2005 il CC di Losone 

  • ha preso atto della decisione del 14.2.05 del CdS di non dar seguito per ora alla petizione consegnata il 4 giugno 2003 dal Comitato per la fusione del Circolo delle Isole, e sottoscritta da 827 cittadini, con la quale si chiedeva l’allestimento di uno studio per l’aggregazione dei Comuni di Losone, Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona
  • ha pure preso atto dell’intenzione del Comitato promotore di inoltrare contro tale decisione un ricorso al Gran Consiglio
 

e in considerazione del fatto che  

  • la richiesta era stata sottoscritta da un numero sufficiente di cittadini in base ai requisiti richiesti dalla legge
  • secondo l’art. 4 della Legge sulle aggregazioni il CdS può respingere una proposta di fusione solo e unicamente se la stessa “è manifestamente incompatibile con gli obiettivi di politica cantonale in tema di aggregazioni”
  • l’ipotesi di fusione nel Circolo delle Isole è prevista dalla pianificazione cantonale e la sua “compatibilità” con la stessa non è dunque messa in discussione
 

invita 

il Gran Consiglio ad accogliere senza ulteriori ritardi il ricorso che verrà  presentato dal Comitato del Circolo delle Isole, e ciò nel pieno rispetto della Legge (che è fatta per essere applicata e non per essere interpretata) e di quella volontà popolare cui la stessa Legge voleva dare maggior peso (cfr. rapporto commissionale) 

e infine osserva 

che pur dando avvio subito a una formale procedura di aggregazione la votazione consultiva non potrà verosimilmente aver luogo prima della fine del 2008 e dunque ci sarà tutto il tempo per fare quell’ampio dibattito a livello regionale ritenuto indispensabile dal CdS  : anzi, tale dibattito sarà ancora più interessante e completo non appena si disporrà del necessario studio di aggregazione formale che dovrà essere fatto in ogni caso




 
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