di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO



L’aggregazione del Locarnese ( e del Bellinzonese) non è solo un problema regionale ma cantonale

 

Una delle obiezioni mosse dagli avversari dell’iniziativa popolare che mira a raggiungere l’aggregazione dei Comuni del Locarnese e del Bellinzonese tramite una modifica della Costituzione cantonale sottoposta al voto di tutti i ticinesi, è che non è giusto che a votare siano tutti i ticinesi anziché solo quelli dei Comuni direttamente coinvolti nel progetto aggregativo. Stando ad essi, insomma, l’aggregazione del Locarnese e del Bellinzonese è solo un problema regionale, che non ha alcun influsso sulle altre regioni ticinesi.

 

Noi non siamo di questo parere, e non solo noi.  Qui sotto pubblichiamo una serie di estratti di interventi e lettere di consiglieri di Stato e di altre personalità in occasione dei dibattiti che hanno preceduto la votazione del 25 settembre 2011 per  l’aggregazione dei Comuni locarnese della Sponda sinistra della Maggia.

 

Da questi interventi appare evidente che la creazione di un Comune unico sia nel Locarnese e sia nel Bellinzonese è una questione di importanza cantonale, e che serve a riportare un certo equilibrio fra il disunito e povero Sopraceneri e il sempre più unito e potente Sottoceneri (dove gli agglomerati urbani del Luganese e del Mendrisiotto si vanno sempre più espandendo, tant’è vero che la Lega dei ticinesi ha annunciato l’intenzione di espandere ancor più la città di Lugano tramite l’aggregazione di ulteriori 20 Comuni, in modo da portare a 100'000 il numero degli abitanti di Lugano, che diverrebbe una delle sei città più grandi della Svizzera, in pratica un semicantone...!).

 

Rimanendo disuniti,  i Comuni del Bellinzonese e del Locarnese non avranno mai la forza economica per  svolgere un ruolo di polo regionale per lo sviluppo delle loro rispettive valli, e così tocca ai sottocenerini  - e specialmente ai luganesi - sborsare fior di milioni (Lugano ad un certo punto ne pagava 28  all’anno) destinati al fondo di solidarietà intercomunale a cui fanno capo prevalentemente Comuni del Sopraceneri ( fra cui Locarno, Losone, Gordola e praticamente tutti i Comuni del Bellinzonese). Ha ragione Giorgio Giudici quando dice che Lugano è stufa di pagare per le debolezze degli agglomerati urbani sopracenerini che non vogliono fusionare fra di loro e non sono in grado di provvedere alle loro valli ( a differenza di Lugano che si è presa a carico la Valcolla). E se un giorno Lugano smetterà di pagare, ad andarci di mezzo saranno soprattutto i Comuni periferici delle valli sopracenerine. Senza aggregazioni, lo squilibrio economico esistente fra il Sopra ed il Sottoceneri non farà che accentuarsi , e ciò a danno anche delle finanze cantonali, che interessano a tutti i ticinesi.

 

Ma non è tutto. Non va dimenticato che nel 2017 Alptransit entrerà in funzione. A quel momento le distanze dei percorsi in treno fra Zurigo e il Ticino saranno raccorciate di quasi un’ora, e dunque (come avvenne a partire dal 1981 dopo l’apertura autostradale del San Gottardo) ci si dovrà attendere una forte pressione sul mercato immobiliare ticinese dovuto alla ricerca di case secondarie da parte degli svizzero tedeschi, con conseguenze negative sul livello degli affitti e anche sull’ambiente. Come sarà possibile pianificare con una visione globale un corretto utilizzo del territorio fra Bellinzona e Locarno, dove ciascuno della quarantina di Comuni esistenti ha le sue norme edilizie e il suo Piano regolatore ? Come sarà possibile evitare una più o meno selvaggia e disordinata cementificazione del territorio , che è una ricchezza di tutti i ticinesi e non solo dei locarnesi o dei bellinzonesi  ? Si può capire che nei vari piccoli feudi in cui queste due regioni sopracenerine sono suddivise vi sia chi vorrebbe conservare il potere per gestire più liberamente questa ricchezza , a vantaggio loro e delle loro rispettive “corti”.  Ma noi riteniamo che sia diritto di tutti i ticinesi decidere se mantenere questo sistema feudale nel Locarnese e nel Bellinzonese che arrischia di portare scompensi nell’economia cantonale  e che non offre sufficiente garanzie per una sana e corretta gestione del territorio cantonale.

 

                                                                                    Giorgio Ghiringhelli

 

 

Estratti di interventi e lettere in occasione del dibattito per l’aggregazione dei Comuni della Sponda sinistra della Maggia ( affossato in votazione popolare il 25.9.11)

 

Due anni fa ... :

 

Giorgio Giudici

 

“Quanto proposto dalla revisione della legge sulla perequazione intercomunale è solo un cerotto. Bisogna avere il coraggio di modificare alla radice il concetto alla base della perequazione intercomunale. I poli che vogliono essere protagonisti devono capire che non possono più andare avanti così. Non possono continuare ad attingere dal fondo di compensazione per raggiungere il pareggio di bilancio” (intervista su La Regione del 14 gennaio 2010 in merito alla revisione della Lpi)

 

Dibattiti per la Sponda sinistra della Maggia:

 

Manuele Bertoli

 

“Il Cantone soffre da alcuni anni di un vistoso equilibrio socioeconomico e territoriale. A fronte di un Sottoceneri che si aggrega e si sviluppa velocemente, abbiamo un Sopraceneri che langue. La grande città sul Verbano sarebbe un primo importante elemento di riequilibrio di questa situazione problematica per l’intero Cantone” (lettera del consigliere di Stato sul GdP del 19.8.11)

 

Bertoli ha inoltre ricordato come la creazione di questo nuovo agglomerato forte   sia importante non solo per la regione ma per l’intero Cantone che mira ad avere 4 poli forti (Locarnese, Bellinzonese, Luganese e Mendrisiotto) da trattare allo stesso modo ed equilibrati fra di loro. Per ora il Sopraceneri è indietro rispetto al Sottoceneri ed è per questo – ha concluso Bertoli – che le previste aggregazioni che  stanno prendendo forma nel Bellinzonese e, si spera, nel Locarnese sono di vitale importanza (dibattito a Muralto : cronaca sul CdT del 31.8.11)

 

Mauro Baranzini (economista)

 

“Il voto del 25 settembre  è un’occasione di rilancio per il Sopraceneri. Svegliamoci, sennò ci sotterrano e diventiamo tutti cittadini della Grande Lugano” (dibattito a Locarno : cronaca su La Regione del 2.9.11)

 

Normann Gobbi

 

“Qualora questo progetto  venisse affossato, non dovremo lamentarci se il Sottoceneri avrà sempre più peso nella politica ticinese” (dibattito a Locarno : cronaca su La Regione del 2.9.11)

 

“Dimenticando i personalismi e gli errori di ieri, conto sulla capacità delle cittadine e dei cittadini di fare un atto di fiducia verso il futuro, dando la possibilità alle futuri classi politiche di raccogliere questa sfida importante e vitale per il Locarnese e per tutto il Cantone” (dibattito a Tenero-Contra : cronaca su La Regione del 7.9.11)

 

“(...)Una sfida che vuole dare forza e positività ad una regione sinora rimasta alla balaustra. Per raggiungere questo obiettivoi ambizioso per il Locarnese, e strategico per il Sopraceneri e il Ticino, bisogna passare dal voto del prossimo 25 settembre. (...) La valenza cantonale del voto è confermata dagli impegni assunti in passato, nel presente e in futuro dal Consiglio di Stato per realizzare la dinamica di agglomerato. (...) Un voto difficile per le sue componenti emotive, ma decisivo per il futuro del Locarnese, del Sopraceneri e di tutto il Ticino. (...) Una sfida importante e vitale per il Locarnese e per tutto il Cantone” (lettera del consigliere di Stato sul Mattino dell’11.9.11)

 

“Per la prima volta il Sopraceneri ha l’occasione di creare un’unità territoriale urbana da contrapporre alla crescente estensione dei poli sottocenerini “ (intervista su Azione del 12.9.11)

 

“Un secondo polo forte in Ticino compenserebbe a livello di peso, non solo politico ma anche territoriale, una Lugano che sta diventando sempre più grande e si estenderà anche a zone non urbane” (intervista su Cooperazione del 20..9.11)

 

Laura Sadis

 

La consigliera di Stato  ha ribadito la necessità di un “Ticino equilibrato, che sappia evitare divari esagerati tra le sue regioni” (dibattito a Brione s/Minusio : cronaca sul CdT del 5.9.11)

 

Giuseppe Curonici (scrittore di Lugano)

 

“Il problema delle aggregazioni non è solo comunale ma interessa tutto il Cantone, in quanto è un forte miglioramento delle strutture interne del Ticino stesso. (...) La Grande Locarno costituisce oggi un  contributo a un miglioramento d’assieme. Dicendo questo, io non mi permetto di intervenire nella vita specifica della città di Locarno, ma mi sta a cuore la vita interna di tutto il nostro Paese.”

 

Franco Celio ( deputato in Gran Consiglio e presidente della Coreti)

 

“Il progetto attuale, com’è già stato osservato da molti, ha una valenza che va ben oltre il comprensorio direttamente interessato. Si tratta in sostanza di vedere se il Sopraceneri sa dare risposte adeguate alle nuove realtà territoriali, o se rimane nostalgicamente legato ad un passato certamente rispettabile ma ormai tramontato. (...) il rifiuto del progetto in questione sarebbe autolesionistico, non solo per il Locarnese ma per l’intero Sopraceneri (...)” (lettera sul GdP del 22.9.11)

 

 

Dopo la bocciatura del progetto di aggregazione della Sponda sinistra della Maggia

 

Normann Gobbi

 

Il Consiglio di Stato è preoccupato  per gli squilibri che si stanno profilando in Ticino (...) I flussi finanziari fra il Sotto e il Sopraceneri costituiscono un elemento di tensione e richiedono un’attenta valutazione di tipo politico” (lettera sul CdT del 16.11.11)

 

Paolo Bobbià

 

“A questo punto sembra lecito chiedersi con quali scuse i Comuni non aggregati, di regioni che già oggi faticano a tirare a campare, chiederanno ancora aiuto a chi di suo ha deciso (ndr. Lugano) , con spirito solidale, di prendersi a carico delle valli intere” ( lettera su La Regione del 21.11.11)