di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Ricorso al TF su referendabilita' moltiplicatore

     

                                                                                                               Losone, 23 aprile 2012

 

 

 

Ricorso del Guastafeste al Tribunale federale

Il moltiplicatore d’imposta comunale e i diritti dei cittadini

 

 

 

Oggi, 23 aprile, giorno di San Giorgio, il Guastafeste compie i 60 anni. Ecco perché sui 92'000 formulari dell’iniziativa popolare “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”  che un mese fa erano stati inviati ad altrettante economie domestiche sparse un po’ in tutto il Ticino, avevo invitato gli interessati a rispedirmi le loro firme entro il 23 aprile. Speravo insomma di festeggiare il mio compleanno con l’annuncio della riuscita dell’iniziativa.  Ma così non è stato.

 

Visto che l’atteso regalo non è (ancora) pervenuto, ho dunque deciso  di fare io un bel regalo ai ticinesi. Oggi è infatti partito per il Tribunale federale di Losanna un mio ricorso a difesa dei diritti dei cittadini. Si tratta di un ricorso contro la decisione del Gran Consiglio del 14 febbraio scorso di non concedere ai cittadini la possibilità di avere l’ultima voce in capitolo  in materia di imposte comunali, tramite il lancio di un’iniziativa popolare o di un referendum concernenti l’ammontare del moltiplicatore d’imposta.

 

Come noto fino al 2010 in Ticino la competenza a fissare il moltiplicatore d’imposta nei Comuni era da circa 150 anni dei Municipi, le cui decisioni non possono essere contestate tramite un referendum. A seguito di un mio ricorso   con il quale denunciavo l’incostituzionalità di tale prassi (e che era stato accolto nel febbraio del 2011 dal Tribunale cantonale amministrativo)  a  partire dal 2011 la competenza a stabilire il moltiplicatore d’imposta è passata dai Municipi ai Consigli comunali.

 

 Dato che le decisioni più importanti dei Consigli comunali sono  sottoposte ai diritti popolari (l’art. 17 della Costituzione cantonale dice chiaramente che nei Comuni in cui esiste il Consiglio comunale il diritto di iniziativa e di referendum è garantito) era logico attendersi che anche le decisioni relative al moltiplicatore subissero analoga sorte. E difatti nella proposta di adattamento della legge alla nuova situazione , presentata dal Consiglio di Stato,  era prevista la possibilità per il popolo di contestare con un referendum l’ammontare del moltiplicatore deciso dal Consiglio comunale ( ma non era prevista la possibilità di proporre una modifica del moltiplicatore tramite un’iniziativa popolare). Ma nel febbraio scorso il Gran Consiglio bocciò a larga maggioranza quella proposta di compromesso , negando così ai cittadini quello che secondo il mio parere era un loro sacrosanto diritto costituzionale . A favore della referendabilità del moltiplicatore si schierarono il PPD, l’UDC ed i Verdi, mentre contro la stessa si schierarono il PLR, il PS e la Lega dei ticinesi. 

 

Nel mio ricorso denuncio l’incostituzionalità della legge promulgata dal Gran Consiglio e non mi limito a chiedere che venga data al popolo la possibilità di lanciare referendum contro il moltiplicatore d’imposta comunale, ma pure quella di lanciare iniziative popolari in materia fiscale.

 

In particolare il ricorso è incentrato sulla corretta applicazione dell'art. 127 cpv. 1 della Costituzione federale che impone allo Stato (sia Confederazione, Cantone o Comune) di fissare le imposte e le tasse in una legge (soggetta a referendum). Questa garanzia è voluta esplicitamente per evitare che i cittadini si trovino a dover pagare tributi senza che nessuno li abbia interpellati e senza che abbiano la possibilità di avere voce in capitolo. È una questione anche di prevedibilità e di sicurezza del diritto. Tramite una dettagliata (ma dovuta) analisi del diritto cantonale (dalla Costituzione alla LOC), ho potuto concludere che nei Comuni con il Consiglio comunale solo un regolamento (o un atto analogo) soggetto al referendum e all'iniziativa popolare può essere considerato al pari di una legge. Il moltiplicatore fissato sovranamente dal Consiglio comunale non adempie queste condizioni e pertanto, benché sia comunque l'organo legislativo, non soddisfa i requisiti imposti (giustamente) dalla Costituzione federale.

 

                                          Cordiali Saluti                          Giorgio Ghiringhelli