di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Losone. 6.3. 2005 

Egregi redattori,   

in margine al dibattito dedicato alle aggregazioni svoltosi venerdì a Minusio avrei qualche osservazione da fare.  

Se ad un certo punto ho abbandonato la sala (ma erano comunque già le 20.10, cioè dopo due ore di dibattiti e ben 40 minuti oltre l'orario che era stato indicato per la fine del dibattito) è perchè  ero stufo di sentire gli stessi discorsi inconcludenti che avevo già sentito parecchie altre volte negli anni addietro mentre che si sarebbe dovuto cogliere l'occasione per parlare di più del progetto concreto per il quale si stanno raccogliendo firme e che concerne direttamente pure il Comune di Minusio. Questo non è più il momento delle chiacchiere e delle ambiguità, ma è il momento di schierarsi apertamente da una parte o dall'altra e di impegnarsi per la riuscita della raccolta di firme (per i dibattiti c'è tempo dopo).  

Ho comunque molto apprezzato - e mi dispiace di non averlo detto prima di uscire - gli interventi di Giovanni Merlini : l'unico che è stato concreto, che si è apertamente schierato a favore della raccolta di firme in atto e a favore della proposta di aggregazione già portata avanti nel Circolo delle Isole e bloccata in modo incomprensibile dal CdS (su proposta del Dipartimento del Gigio). Fra l'altro - e non credo che l'interessato se ne avrà a male se lo dico - Merlini alla fine del dibattito mi ha raggiunto nell'atrio (dove avevo detto che avrei atteso gli interessati per raccogliere delle firme) e ha firmato l'istanza, al contrario di un altro membro del Comitato interpartitico a favore delle fusioni (...?...) che era da lui stato pubblicamente invitato a farlo...  

C'è un intervento che avrei voluto fare se mi fosse stato concesso un po' più di tempo per farlo. Ve lo espongo e poi giudicate voi se magari vorrete tornarci sopra  nei prossimi giorni. Lo spunto per questo intervento mi era stato offerto dall'intervento del capogruppo del PPD nel CC di Minusio (Ignazio Maria Clemente) il quale nel corso di una recente seduta del CC aveva fatto presente che "se qualcuno volesse forzare la mano e accelerare il decorso naturale degli eventi, noi preferiremmo fissare le nostre colonne d'Ercole fusionistiche sulla Ramogna, ciò che individua un territorio fusionabile fra Muralto e Tenero". Ma perchè mai il PPD vorrebbe fare la Grande Minusio (lasciando fuori Locarno) anzichè la Grande Locarno ? E' forse solo una questione di moltiplicatore d'imposta e di buona gestione, come lasciano intendere taluni per giustificare certe scelte agli occhi dei cittadini , o non è piuttosto una questione di cadreghini, di potere , di affari e di predominanza partitica (cioè per interessi assai poco nobili e che con l'interesse generale hanno poco a che fare ?) .La risposta l'aveva già anticipata Giorgio Giudici in un'intervista rilasciata nel novembre scorso al CdT, nella quale aveva detto che i motivi degli ostacoli alle aggregazioni negli agglomerati urbani erano dovuti secondo lui a "equilibri di potere" : secondo Giudici il popolo era probabilmente più pronto a fare le fusioni rispetto ai politici. Quali possono essere questi equilibri di potere nel Locarnese : mi son chiesto ? . E mi son messo a fare un po' di calcoli, prendendo i risultati delle elezioni dei Municipi del 2004 ( e del 2000 per Tenero). Ecco i risultati. Una Grande Minusio (con Minusio, Muralto, Brione, Orselina e Tenero) disporrebbe di 1'857 voti PPD e 1'707 PLR. Se a questi sei Comuni si aggiungesse Locarno, la situazione si invertirebbe :  3'165 voti PLR e  2'906 PPD. La proposta di fusione a 5 per la quale è in atto una raccolta di firme darebbe invece il seguente risultato : 2'890 voti PLR e 2'734 PPD.  Ecco che forse queste cifre spiegano perchè le resistenze alla Grande Locarno (limitata alla sponda sinistra della Maggia) vengono soprattutto dal PPD, con il presidente cantonale in testa seguito dai sindaci e dai Municipi a maggioranza PPD di Muralto e Brione. Altro che colonne d'Ercole : alla Ramogna il PPD vorrebbe erigere dei campanili per fissare i confini di un grande Comune pipidino! Il presidente cantonale del PPD dice che lui non è contrario alla Grande Locarno, ma che questa dovrebbe comprendere anche i Comuni della sponda destra della Maggia ; si tratta di un bellissimo progetto che vede consenziente anche il sottoscritto ma che è purtroppo utopico e irrealizzabile (già sarebbe una bella cosa mettere d'accordo fra di loro i Comuni della sponda destra da una parte e quelli della sponda sinistra dall'altra...) : Cattori questo lo sa e forse è proprio per questo che punta su questo progetto perchè è il modo migliore per lasciare tutto com'è adesso. Quindi è ora che tutti si tolgano la maschera e che anzichè elevare cortine fumogene per giustificare l'ingiustificabile si ammetta chiaramente che l'avversione alle fusioni nella nostra regione (specie se con Locarno)  è da ricercare soprattutto in una battaglia partitica per la conquista del potere. A questi interessi di partito si sovrappongono poi anche interessi personali e famigliari alla conquista di quei cadreghini che consentono di esercitare un potere che se fa tanta gola è probabilmente anche perchè in qualche modo deve essere redditizio . Basti pensare a quei Comuni in cui il potere resta saldamento in mano da generazioni alle stesse famiglie e passa di padre in figlio, o da fratello a fratello, come in un sistema feudale (la presidenza del potentissimo Patriziato di Ascona, ad esempio, è passata in questi giorni da padre a figlia con elezioni tacite... e poi c'è chi scrive che i Patriziati sono scuole di democrazia...). E guarda caso attorno a questi centri di potere gravitano spesso e volentieri esponenti di professioni molto vicine al settore immobiliare, che è la miniera d'oro del Locarnese (architetti, ingegneri, impresari, notai, operatori immobiliari ecc.) : avere il potere in uno dei Comuni che si affacciano sul lago in questa regione turistica offre dunque ottime possibilità per gestire il territorio, adattare i piani regolatori a certe necessità, rilasciare permessi di costruzione , dar lavoro a un'impresa piuttosto che a un'altra , far fare il rogito a un notaio piuttosto che a un altro, , avere una posizione di favore nella compravendita di terreni e immobili, favorire amici, parenti o soci in affari e cosi via. Ecco perchè pochissimi fra i politici che siedono nei Municipi dell'agglomerato urbano locarnese hanno voglia di impegnarsi seriamente per le fusioni ed ecco perchè secondo la maggior parte di questi politici i tempi per un'aggregazione non sono maturi ( nè lo saranno mai, aggiungo io, finché  i politici avranno figli o parenti pronti a succeder loro come il principe Carlo succederà alla regina Elisabetta). Ed ecco perchè i dibattiti che regolarmente da anni vengono organizzati nel Locarnese per discutere delle fusioni sono delle farse ripetitive, noiose e inconcludenti. Un alibi per dire che il problema è stato discusso.Sarebbe ora che qualcuno le dicesse finalmente queste cose . 

Cordiali saluti. Giorgio Ghiringhelli




 
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