di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

 

Losone, 15 dicembre 2014

 

MEMORANDUM

 

PREVENIRE LE AGGRESSIONI DEGLI ASILANTI

CON REGOLE PIÙ SEVERE

 

Venerdì 12 dicembre 2014, poco dopo le 22, due giovani asilanti marocchini di 18 e 19 anni “assegnati a centri ticinesi” (come riferito dalla polizia, senza però precisare quali centri) sono stati protagonisti di una rissa avvenuta nell’area della pensilina Botta a Lugano. Ad avere la peggio sono stati due minorenni indigeni che hanno subito delle contusioni e una leggera ferita al fianco. I due “presunti” aggressori – come li ha definiti il CdT nell’edizione del 15 dicembre –  dopo il primo interrogatorio sono stati arrestati.

L’informazione sull’aggressione data dalla stampa 

Nell’edizione del quotidiano del 13 dicembre la RSI aveva precisato che gli asilanti presenti al momento della rissa ( forse erano dunque più di due) provenivano in parte dal centro di Losone e in parte dal centro di Chiasso. Sarebbe opportuno che i comunicati di polizia in futuro fossero un po’ più precisi riguardo ai centri di provenienza di asilanti coinvolti in risse o altri episodi di delinquenza.

I quotidiani nell’edizione di lunedì 15 novembre si sono limitati a dare la notizia in poche righe, senza alcun approfondimento e senza porre alcun interrogativo . La Regione vi ha dedicato una notizia grande come un francobollo e il GdP addirittura – a meno di una mia svista – non ha neppure dato la notizia. Come se ormai questi episodi rientrassero nella normalità. O forse per non alimentare paure verso gli asilanti…

Le giustificate domande del Mattino della domenica

L’unico giornale che oltre a dare la notizia ha anche sollevato alcuni giustificati interrogativi è stato il Mattino della domenica, il quale nell’edizione di domenica  14 dicembre fra l’altro si è chiesto “cosa facevano due asilanti  alla pensilina del bus dopo le dieci di sera ? E poi come mai dei marocchini si possono qualificare come richiedenti l’asilo visto che il Marocco non è in guerra ? “. Sono esattamente le domande che da ex-giornalista mi ero posto io appena avevo appreso la notizia dell’aggressione.

Asilanti liberi di andarsene in giro notte e giorno come turisti ?

Ciò che molti non sanno è che al centro di Losone , in base a un Regolamento interno allestito dall’Ufficio federale della migrazione, i richiedenti l’asilo beneficiano quotidianamente di 9 ore di libera uscita, dalle 9 alle 18 . E durante i fine-settimana, previo ottenimento di un permesso di congedo,  possono restare fuori dall’alloggio ininterrottamente  dal venerdì alle 9 fino a domenica alle 19, con facoltà di  muoversi in tutta la Svizzera !  Forse le stesse regole valgono anche per il centro di registrazione dei profughi di Chiasso, a cui è stata affidata la gestione del centro losonese.

Probabilmente , visto che la rissa avvenuta a Lugano si è verificata un venerdì sera, i due giovani marocchini arrestati per aver picchiato dei minorenni avevano ottenuto un congedo di libera uscita per tutto il week end. Ma per andare dove ? Per far cosa ?  Dato che i richiedenti l’asilo alloggiati a Chiasso e a Losone (dove la durata del soggiorno in base al citato Regolamento è di al massimo 90 giorni) sono appena arrivati in Svizzera e sono sistemati solo provvisoriamente in questi centri, ci si può chiedere se sia normale che ancor prima di sapere se la loro domanda d’asilo verrà accolta essi possano andarsene liberamente in giro come dei turisti. E ci si può anche chiedere come e dove si procurano i soldi per andarsene in giro , visto che -  sempre in base al Regolamento - i biglietti per l’uso dei mezzi di trasporto pubblico sono a loro carico, e visto che a Losone essi ricevono ogni giorno una carta per acquisti del valore di 3 franchi che può essere utilizzata unicamente nel botteghino del centro.

 

 

Aggressione : le responsabilità dell’Ufficio federale della migrazione

Sapendo che fra i richiedenti l’asilo vi sono dei veri e propri delinquenti assoldati dalle varie mafie quale manovalanza per le loro attività criminose, nonché persone violente e senza alcuna morale e verosimilmente anche dei terroristi, mi sembra irresponsabile concedere tanta libertà agli asilanti (specie ai giovani maschi) fin dal loro ingresso in Svizzera, e prima di aver fatto i dovuti accertamenti e di aver evaso in un senso o nell’altro la domanda di asilo. La colpa dell’aggressione avvenuta a Lugano è dunque dell’Ufficio federale della migrazione e di chi ha concesso il congedo di libera uscita ai due marocchini.

 

 

Campanelli d’allarme ignorati dalla stampa

Da notare che queste cose non le dico solo con il senno di poi, dopo che l’aggressione è avvenuta. Sul sito internet del Guastafeste,  in un commento pubblicato il 29 novembre scorso e intitolato “Asilanti a Losone : il Guastafeste denuncia la disinformazione dei giornali”, avevo “bacchettato” la stampa per lo scarso o nullo rilievo dato alla segnalazione fatta dal sottoscritto di  una megarissa ,con andirivieni di ambulanze e polizia che avevano suscitato giustificati interrogativi fra la popolazione, avvenuta al centro di Losone . Rissa  che a detta di un asilante intervistato da Teleticino era stata favorita da un consumo eccessivo di alcol e che aveva comportato il trasferimento di sei persone ( quelle più facinorose) in altri centri di accoglienza. Qualche giornalista aveva giustificato con me la mancata pubblicazione della notizia dicendo che non vi erano stati né feriti né arrestati e che polizia e ambulanze erano intervenute solo per precauzione; altri si erano giustificati scrivendo che la notizia si era rivelata una bufala  perché contrariamente a quanto ipotizzato in un primo tempo non vi erano stati dei feriti . Insomma, è solo  il sangue che fa notizia!

Nel mio commento pubblicato sul sito del Guastafeste avevo scritto “Il fatto che vi siano delle eventuali risse  con feriti all’interno del centro dovute in parte all’alcol è di interesse pubblico, perché queste stesse persone tendenzialmente violente sono libere di girare all’esterno del centro (addirittura con libera uscita dal venerdì mattina alla domenica sera) e potrebbero costituire un pericolo per la popolazione “.  

Ecco perché la notizia della rissa andava riferita e approfondita anche se non v’erano stati feriti , per cercare di capire le cause ed eventualmente porvi rimedio. Ho dovuto attendere solo un paio di settimane per vedermi – ahinoi -  dare ragione dai fatti.

 

 

Contro gli asilanti aggressivi (di solito maschi giovani) occorrono regole più severe

 In questi centri vi sono elementi rissosi che possono costituire un pericolo per la popolazione se lasciati liberi di girare all’esterno, specie di notte . Se i fatti mi han dato ragione non è perché sono un indovino o perché ho “gufato”  ma perché, come la matematica non è un’opinione, anche i comportamenti di certi pseudo asilanti propensi per loro natura ad essere aggressivi e anche poco riconoscenti verso chi offre loro ospitalità,  sono facilmente prevedibili.

Purtroppo se il Regolamento interno di questi centri di soggiorno provvisorio non verrà reso più severo in fatto di libere uscite ( e anche in fatto di uso di bevande alcoliche) dovremo abituarci a leggere notizia di cronaca nera che riguarderanno gli asilanti. Non sto tirando a indovinare sperando poi che ci scappi il ferito o il morto per la magra soddisfazione di poter dire che avevo ragione. No ! Sto semplicemente cercando di fare della prevenzione basata su un sano realismo che deriva dalle mie conoscenze della materia  e dall’uso della ragione . Perché da anni leggo notizie preoccupanti riguardanti l’atteggiamento aggressivo e l’indole delinquenziale di molti asilanti giovani e maschi in Svizzera e altrove, e pur senza voler fare di ogni erba un fascio avrei le pezze sugli occhi o la memoria corta se non ne tirassi le logiche conseguenze su ciò che sicuramente ci riserverà il futuro.

Aggressione : le responsabilità della stampa

In un cappello introduttivo al commento con il quale lo scorso 29 novembre denunciavo pubblicamente la disinformazione messa in atto dai giornali che ignoravano le mie segnalazioni allo scopo di non creare allarmismo fra la popolazione, avevo scritto : “State pur tranquilli che prima o poi i nodi verranno al pettine e che questa politica degli struzzi da parte di giornalisti troppo pigri per approfondire certe tematiche o dediti a censurare le notizie a loro sgradite dovrà pur finire. Perché i problemi segnalati dal Guastafeste e da altri cittadini esploderanno e non potranno più essere ignorati dalla stampa, cui andrà parte della colpa per non avere denunciato per tempo certe situazioni, ponendo le giuste domande alle autorità e cercando le possibili soluzioni”.

Quindi anche la stampa , quella che non si pone domande e che si limita a riferire poco e solitamente male di certi episodi poco edificanti che concernono gli asilanti, ha le sue responsabilità per l’atto di violenza avvenuta venerdì scorso a Lugano e per quelli che con certezza avverranno anche in futuro specialmente durante i lunghi congedi di fine settimana in cui gli asilanti ancora in attesa di una decisione sulla loro domanda di asilo saranno liberi di andarsene in giro giorno e notte per tutta la Svizzera.

A Losone la situazione peggiorerà durante la bella stagione a causa di scelte irresponsabili

Non bisogna essere dei profeti per prevedere che le cose a Losone, dove il centro asilanti è stato posto in modo irresponsabile  a poca distanza dalla zona turistica e di svago del Meriggio e della solitamente affollata spiaggia libera lungo la Maggia, peggioreranno sensibilmente durante la bella stagione, quando le nostre donne cominceranno a togliersi i “veli” che d’inverno coprono i loro corpi , e quando gli effetti del caldo combinati a quelli dell’alcol equivarranno a una bomba a orologeria….

A meno di decretare un divieto di frequentare quest’area “sensibile”  (se qualche giornalista o qualche politico  ha un’idea migliore si faccia avanti…) valido per gli asilanti giovani e maschi  (non dunque per donne, anziani e bambini) sessualmente repressi  e provenienti da Paesi in cui il sesso è spesso un tabù e in cui la violenza sulle donne  - come bene ha scritto Anna Lauwaert -  è il risultato dei complessi e delle repressioni sessuali a sfondo religioso.

La chiusura provvisoria del centro di Chiasso e le conseguenze esplosive per Losone

Infine non va dimenticato che fra un annetto il centro di registrazione profughi di Chiasso, che attualmente conta 134 posti-letto,  sarà oggetto di un profondo intervento di ristrutturazione che comporterà la sua chiusura per un periodo stimato fra i 12 ed i 18 mesi.  In quel lasso di tempo una parte dei profughi assegnati a Chiasso sarà trasferita in strutture provvisorie. Come si leggeva sul Corriere del Ticino del 21 agosto scorso, l’obiettivo durante i lavori  sarà quello di accorciare il più possibile la permanenza dei richiedenti l’asilo a Chiasso, per spostarli quanto prima a Losone (…)”.

Quindi la capacità logistica del centro di Losone, con i suoi 170 posti-letto, sarà sfruttata al massimo, occupando i posti con aspiranti profughi “filtrati” in modo approssimativo e affrettato al loro arrivo in Svizzera e mescolando fra di loro, più di quanto avviene adesso,  varie etnie e varie religioni solitamente in lotta fra di loro. Una miscela esplosiva che non promette nulla di buono…!

Aprire centri per profughi africani in Africa e non in Europa

Questi centri di accoglienza per veri o falsi asilanti africani in fuga da guerre o da dittature o semplicemente alla ricerca di un paradiso che certo non troveranno in questa disastrata Europa ormai prossima al collasso economico, finanziario e sociale , andrebbero allestiti in Africa e non in Europa,  con costi infinitamente inferiori e  meno problemi per i loro ospiti e per gli ospitanti.  O forse i “buonisti” nostrani sarebbero pronti a spalancare le porte dell’Europa a un miliardo di africani ?

                                                                                                                                  Giorgio Ghiringhelli