di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO


Varia
   

Losone, 31 maggio 2007

  

Diritti popolari in Ticino sempre più proibitivi

Raccoglitori di firme retribuiti : nuova professione ?

 

 

E’ notizia di questi giorni che il Consiglio di Stato ha versato complessivamente 25'000 franchi a titolo di risarcimento ai promotori  del riuscito ma poi annullato referendum lanciato un anno fa contro la partecipazione dell’Azienda elettrica ticinese alla progettata realizzazione di un metanodotto nel Sopraceneri.  Quel referendum era stato sottoscritto da 7684 cittadini, cioè solo 684 in più del minimo necessario. Quindi se ne deduce che nel caso in questione i costi per  far riuscire con una certa fatica il referendum erano ammontati  a poco più di 3 franchi per ogni firma. Di fronte a simili cifre dovrebbe essere chiaro a tutti che  l’esercizio dei diritti popolari in Ticino non è più alla portata  di quella che vien definita la “società civile”, ma è ormai divenuto appannaggio dei partiti, dei sindacati e di associazioni che dispongono di molti soldi e di una diffusione capillare sul territorio. E’ quel che avevo tentato di spiegare ai ticinesi quando nei mesi scorsi difendevo la mia iniziativa con la quale si chiedeva di agevolare l’esercizio dei diritti popolari diminuendo il numero delle firme necessarie per la riuscita di iniziative e referendum e aumentando nel contempo il tempo a disposizione per raccoglierle.  E invece, seppur di strettissima misura (47'923 voti contro 46'358 e 4064 schede bianche) , il popolo ha sposato le tesi di chi si opponeva a quella proposta affermando che raccogliere firme è un gioco da ragazzi e che non bisognava “banalizzare” i diritti popolari. Vi sembra banale un costo di 25'000 franchi per far riuscire un referendum ?

 Proprio di recente abbiamo avuto altre dimostrazioni di quali difficoltà incontrino i promotori di iniziative e referendum, specie dopo l’introduzione  del voto per corrispondenza . Ad esempio l’iniziativa dell’UDC che chiedeva una legge sulla trasparenza (  che a mio giudizio sarebbe stata molto utile) ha raccolto solo 3500 firme ed è dunque fallita malgrado il costosissimo invio di un formulario a 100'000  famiglie ticinesi  : a dimostrazione del fatto che a volte  non bastano neppure i soldi se non c’è una buona organizzazione alle spalle.  Anche l’iniziativa della Lega dei ticinesi a favore di  sgravi fiscali è riuscita a fatica (8363 firme) e solo dopo che il Nano ha promesso buoni viaggio per Roma e Parigi a chi gli portava almeno 300 firme.  Più agevolmente è riuscita (con 8928 firme) l’iniziativa per il riconoscimento delle spese di viaggio agli apprendisti lanciata dalla potente e ricca organizzazione sindacale Unia, ma va sottolineato che il 95% delle firme era stato raccolto grazie alle bancarelle posate davanti a una trentina di seggi in occasione delle recenti elezioni cantonali, quando cioè l’impossibilità di votare per corrispondenza abbinata a un’elevata partecipazione alle urne ha facilitato la raccolta delle firme (un’occasione che però capita solo tre volte ogni quattro anni : alle elezioni comunali, cantonali e federali). Stesso discorso per il referendum contro il credito di progettazione per la nuova strada fra Locarno e Bellinzona sul Piano di Magadino , firmato da circa 15'000 cittadini : ma oltre che per la fortuita concomitanza con le elezioni cantonali questo successo  si spiega sia con i grossi interessi finanziari e ambientali toccati dal progetto e sia con la compartecipazione (piuttosto rara)  di una moltitudine di partiti e associazioni  con molti soldi a disposizione e  in grado di mobilitare parecchi volontari . Se dunque si vogliono ridare al popolo quei diritti popolari che ora sono praticamente riservati a chi dispone di ingenti risorse umane e finanziarie,  bisognerà  risottoporre al suo giudizio una nuova proposta tendente ad agevolare la raccolta di firme,  anche a livello comunale . Nel frattempo ho l’impressione che per portare  felicemente in porto un’iniziativa o un referendum si dovrà far capo sempre più spesso a raccoglitori di firme retribuiti : nascerà una nuova professione ?

 

                                                          Giorgio Ghiringhelli, Losone

 





 
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