di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Losone, 17 maggio 2011

 

 

Raccolta firme a Mendrisio : il CdS accoglie ricorso del Guastafeste

Decisione della polizia  annullata “per difetto di competenza”

 

 

Con decisione dell’11 maggio scorso il Consiglio di Stato ha accolto un mio ricorso del 15 aprile scorso contro una decisione dell’11 aprile della Polizia comunale di Mendrisio che è stata dichiarata nulla “per difetto di competenza (!) .  Irrilevante è stata la constatazione che la competenza a rilasciare autorizzazioni per l’occupazione dell’area pubblica veniva esercitata da decenni dalla Polizia comunale nel rispetto – a detta del Municipio di Mendrisio - delle varie disposizioni in materia.

 

Il Regolamento comunale di Mendrisio prevede sì la possibilità per il Municipio di delegare talune decisioni ( come quella riguardante l’occupazione dell’area pubblica) ai servizi dell’Amministrazione, ma lo stesso Regolamento prevede pure che tali competenze delegate devono essere stabilite tramite ordinanza municipale. Orbene, dagli accertamenti effettuati dal Consiglio di Stato è emerso che la competenza a rilasciare autorizzazioni per l’occupazione dell’area pubblica non è mai stata demandata formalmente – ossia tramite ordinanza – alla Polizia comunale, per cui la decisione della Polizia da me contestata con un ricorso è stata per l’appunto dichiarata nulla per difetto di competenza.

 

In poche parole da decenni la Polizia comunale di Mendrisio rilasciava autorizzazioni su delega del Municipio senza la necessaria base legale (ordinanza) , e c’è voluto un “guastafeste” venuto da Losone per ripristinare la legalità nel Magnifico Borgo...

 

Riepilogo brevemente i fatti.

 

Lo scorso 4 aprile avevo scritto al Municipio di Mendrisio chiedendo l’autorizzazione a posare al Centro alla Valle una bancarella per la raccolta di firme a favore dell’iniziativa popolare intitolata “Vietare la dissimulazione del viso nei luoghi pubblici aperti al pubblico”, e ciò tutti i giorni dal 2 al 24 maggio e dalle 9 alle 18. Una settimana dopo la Polizia comunale mi rispose concedendomi l’autorizzazione solo per tre sabati ( 7, 21 e....28 maggio) dalle 9 alle 17, e senza alcuna motivazione per la mancata autorizzazione negli altri giorni.  Il 15 aprile interposi un ricorso nel quale, oltre a sollevare argomentazioni già sviluppate dalla giurisprudenza per casi analoghi concernenti la libertà di espressione e l’esercizio dei diritti popolari, sollevai pure dei dubbi (rivelatisi fondati) sulla legittimità della delega decisionale alla polizia comunale.

 

Nello stesso ricorso chiesi che venisse decisa con urgenza a titolo provvisionale l’autorizzazione a posare una bancarella al Centro alla Valle nei giorni e negli orari richiesti : richiesta che, in attesa dell’evasione del ricorso vero e proprio, venne accolta dal presidente del Consiglio di Stato (Laura Sadis) già il 21 aprile, con la motivazione che la decisione da me contestata era lesiva dell’esercizio dei diritti politici tutelato dalla Costituzione.

 

Ora anche il ricorso è stato evaso, confermando le motivazioni di ordine costituzionale già contenute nella citata  decisione provvisionale e con l’aggiunta del capitolo concernente il “difetto di competenza” da parte della Polizia comunale. Il CdS , in merito alla mancanza di motivazioni addotte dalla Polizia per giustificare il rilascio di un’autorizzazione limitata a soli tre giorni, ha pure tenuto a sottolineare che in base all’art. 26 cpv 1 della Legge sulle procedure amministrative “ogni decisione deve essere motivata per iscritto” : lo scopo di questo obbligo “è quello di assicurare la trasparenza dell’attività dell’amministrazione, di favorire la comprensione del provvedimento da parte di terzi, di salvaguardare l’esercizio del loro diritto di difesa e di permettere all’istanza di ricorso di pronunciarsi sulla legittimità dell’atto impugnato”.

 

Per concludere, a mo’ di consolazione per il Municipio di Mendrisio, vorrei aggiungere che certamente il Comune di Mendrisio non è l’unico a non essere in regola con le norme riguardanti le deleghe di certe competenze ai vari servizi comunali. Se la Sezione degli enti locali facesse un’indagine a tappeto in tal senso fra i vari Comuni, penso che ne salterebbero fuori delle belle. Volete un esempio ? Quando qualche settimana fa avevo chiesto al Municipio di Lugano l’autorizzazione a raccogliere firme tutti i giorni e per due mesi in Piazza Dante, il Municipio mi rispose autorizzando la raccolta solo per una settimana e delegando alla polizia comunale la competenza a decidere di settimana in settimana per le successive settimane. Quando poi presentai un ricorso contro questa decisione ( , dopo aver accertato che la polizia comunale di Lugano non disponeva di una delega decisionale formale) il Municipio di Lugano corse ai ripari per tempo ritornando sulla sua precedente decisione e rilasciando un’autorizzazione nel senso da me richiesto. In tal modo il ricorso era stato superato dai fatti e venne stralciato dai ruoli.

 

Quindi anche a Lugano vi era un “difetto di competenza” , come a Mendrisio, nelle decisioni delegate alla Polizia, ma il Municipio luganese si era dimostrato più furbo di quello di Mendrisio, correndo ai ripari per tempo, almeno in questa circostanza. Ma chi ci assicura che il “difetto di competenza” che nel mio caso a Lugano  è stato rimediato all’ultimo momento, sarà rimediato anche per altri cittadini che a Lugano presenteranno analoghe istanze di occupazione del suolo pubblico ?

 

                                                                                                  Giorgio Ghiringhelli