di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO
       

Raccolta firme su suolo pubblico :

IL GUASTAFESTE PROTESTA E
NORMAN GOBBI INTERVIENE!

Inviata una direttiva ai Municipi per ricordare le regole in materia di rilascio di autorizzazioni per l’esercizio dei diritti popolari

Lo scorso  1 marzo avevo inviato un lungo e dettagliato messaggio al direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, per segnalargli gli intollerabili ripetuti ostacoli posti da alcuni Comuni (specie quelli più grossi) a chi chiede l’autorizzazione a raccogliere firme con una bancarella su suolo pubblico.

Avevo ricordato a Gobbi che negli ultimi 10 anni avevo dovuto presentare una quindicina di ricorsi o reclami, vedendomi dare torto una sola volta.  In taluni casi mi era stata negata “tout court” l’autorizzazione senza motivazioni o con motivazioni chiaramente pretestuose (del tipo : “nella piazza da lei richiesta vi sono già altre bancarelle”), oppure mi era stata concessa ma solo per pochi giorni anziché per tutta la durata richiesta, o ancora mi era stata concessa ma non per la postazione che volevo bensì per una più discosta e meno frequentata dalla gente.

Avevo dunque  invitato Gobbi a “emettere delle disposizioni chiare per i Comuni, facendo riferimento all’ampia giurisprudenza in materia, e spiegando cosa i Comuni possono fare e cosa non possono fare” ; e lo avevo invitato anche a fare in modo che  l’iter decisionale dei ricorsi concernenti questa materia venisse snellito e accelerato, magari con qualche opportuna modifica legislativa sulla procedura .

Ebbene, ho preso atto con soddisfazione che il mio appello non è passato inosservato e che la reazione è stata immediata. Difatti lo scorso 23 marzo il Servizio dei diritti politici del Cantone ha indirizzato a tutti i Municipi  una direttiva ( riportata in fondo a questo testo)  per richiamarli al rispetto delle regole e della giurisprudenza che regolano la messa a disposizione di “spazi adeguati alle circostanze” per la raccolta di firme con una bancarella, che – è stato ricordato nella direttiva - è un diritto costituzionale dei cittadini.

Nella lettera si ricorda che un eventuale diniego dell’autorizzazione alla posa di una bancarella può essere opposto al richiedente “ soltanto se fondato su una valida base legale, se sussistono interessi pubblici o privati preminenti ( rispetto ai diritti politici)  e se il provvedimento rispetta il principio della proporzionalità”, cioè ad esempio per evitare turbative dell’ordine pubblico e della sicurezza in generale. 

E comunque, anche qualora esistessero motivi “validi” per non rilasciare l’autorizzazione così come richiesta, “il principio della proporzionalità impone che prima di negare il diritto sia verificata la possibilità di adottare provvedimenti meno severi e, in particolare, di rilasciare l’autorizzazione subordinandola al rispetto di determinate condizioni (per esempio riguardanti gli orari e il luogo)”.

Nella lettera del Cantone si sono invitati i Municipi a trasmettere la direttiva anche ai servizi comunali che hanno ricevuto la delega per autorizzare l’uso del suolo pubblico e a quelli incaricati di istruire gli incarti per le decisioni del Municipio.  In effetti in molti Comuni i Municipi delegano alla Polizia comunale le decisioni in materia di queste autorizzazioni, e purtroppo taluni di questi “sceriffi” che sono molto bravi ad acciuffare i ladri si sono rivelati in diverse occasioni assai meno bravi e poco preparati a emettere decisioni in linea con la giurisprudenza concernenti l’esercizio dei diritti popolari , trattando i raccoglitori di firme alla stregua di accattoni e di disturbatori della quiete pubblica che vanno ostacolati anziché semmai agevolati.

Per cui ringrazio Gobbi per il suo interessamento a risolvere un malvezzo che stava francamente diventando intollerabile nella Patria della democrazia diretta , e mi auguro che in futuro chiunque lanci un’iniziativa popolare o un referendum non dovrà più rivolgersi agli avvocati e non dovrà più perder tempo e denaro a presentare reclami e ricorsi per vedersi riconoscere dai Comuni il loro diritto costituzionale di raccogliere firme con una bancarella su suolo pubblico.
                                                          

                                                         Giorgio Ghiringhelli

 
 

(Per leggere la direttiva del Cantone clicca qui)