di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

                                                                                                                                                                                                                         Losone, 14 marzo 2012

 

 

Bancarella al mercato di Bellinzona : il CdS ha accolto il ricorso

 

 Con la velocità di un fulmine il CdS ha accolto il ricorso che avevo presentato lo scorso 6 marzo contro una decisione del Municipio di Bellinzona che aveva accolto solo parzialmente la richiesta presentata già alla fine di gennaio di consentire al Comitato promotore dell’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona”  di raccogliere firme in Viale Stazione (all’incrocio con Vicolo Torre) durante il mercato del sabato a partire dal 24 marzo. Richiesta che era stata accolta dal Municipio per i sabati dopo le elezioni comunali del 1. aprile ma non per i sabati 24 e 31 marzo in quanto tale area “sarebbe stata VEROSIMILMENTE  occupata  dalle bancarelle dei vari partiti politici per la propaganda elettorale in vista delle elezioni comunali” . In alternativa il Municipio ci aveva concesso di posare una bancarella in Piazza del Sole, cioè vicino al mercato ma fuori dalla vista dei suoi frequentatori.

 

Al che interposi ricorso facendo presente che tale decisione era DISCRIMINATORIA in quanto per l’area da me richiesta si dava per partito preso la precedenza ad altre bancarelle di propaganda elettorale per le quali a quel momento non erano neppure ancora state inoltrate delle richieste di autorizzazione. Nel mio ricorso sostenevo che tale decisione, oltre a essere  non rispettosa del principio della parità di trattamento e dunque discriminatoria , non era rispettosa neppure del principio della proporzionalità ed era lesiva del principio costituzionale che garantisce libertà di opinione e di espressione. Inoltre facevo notare che nell’area del mercato a me rifiutata il partito bellinzonese dei verdi avrebbe potuto raccogliere le firme per il referendum contro la decisione del Gran Consiglio di concedere un credito di 2,5 milioni di franchi per la progettazione definitiva delle opere relative al semisvincolo autostradale di Bellinzona, mentre che per i due sabati preelettorali non si sarebbe invece potuto raccogliere le firme per creare la Grande Bellinzona.

 

Il CdS, come detto,  ha accolto “in toto” le mie richieste, confermando che la decisione del Municipio non rispettava i presupposti per limitare un diritto fondamentale come quello dei diritti popolari, non era giustificata da un interesse pubblico preponderante, non era proporzionata e disattendeva il principio della parità di trattamento.

 

A quei candidati alle elezioni comunali ( specialmente a Bellinzona) che finora hanno preso pubblicamente posizione contro la nostra iniziativa costituzionale definendola” antidemocratica”, andrebbe fatto rimarcare che ad essere antidemocratica non é un’iniziativa popolare che costituisce un diritto fondamentale di ogni cittadino, bensì semmai la decisione del Municipio di Bellinzona che ha cercato immotivatamente di mettere i bastoni fra le ruote a questa iniziativa con una decisione discriminatoria e anticostituzionale.

 

E sì che lo scorso anno, quando in occasione dell’iniziativa popolare “antiburqa” vinsi 5 ricorsi contro decisioni dei Municipi di Lugano, Mendrisio, Giubiasco,  Cadenazzo e Brissago concernenti impedimenti vari alla raccolta di firme,  Fabio Pontiggia pubblicò un commento sulla prima pagina del Corriere del Ticino  , che si concludeva così : “Superficialità ? velato ostruzionismo ? Ignoranza della legge e della Costituzione ? Non si sa cosa sia peggio. Ma se è vero – come spesso si dice – che il Comune è l’istituzione più vicina al cittadino, questi episodi non dovrebbero proprio più ripetersi. Nel dubbio (ma per quali plausibili ragioni ?), i Municipi optino per la scelta più favorevole all’esercizio dei diritti popolari. Non sbaglieranno. Ed eviteranno magre figure”.

 

Evidentemente ci sono ancora Municipi che, nel dubbio, optano per la scelta meno favorevole all’esercizio dei diritti popolari, rischiando così magre figure su una materia delicata e che in un Paese in cui vige la democrazia semidiretta dovrebbe godere di una protezione e di una considerazione assoluta ( al pari di una “vacca sacra”) da parte di tutti i politici eletti negli Esecutivi comunali.

 

Spero che altri giornalisti e altri organi di informazione a cui stanno a cuore la libertà di espressione e la tutela dei diritti costituzionali dei cittadini, dedicheranno qualche riga di commento a questa notizia di cronaca per ribadire il concetto così bene espresso da Pontiggia, in modo che esso entri bene nelle teste di tutti i nuovi municipali che saranno eletti il 1, aprile, e che una volta per tutte la si smetta in questo Cantone di ostacolare ingiustificatamente l’esercizio dei diritti popolari (obbligando i Ghiringhelli di turno a presentare ricorsi su ricorsi per vedersi riconosciuti i propri diritti) e  che la si smetta di trattare i raccoglitori di firme come dei pericolosi eversivi o degli appestati, anziché semmai favorirli e ringraziarli per il loro prezioso e spesso ingrato lavoro a favore della democrazia.

 

In parecchi Comuni le decisioni in materia di occupazione di suolo pubblico vengono delegate alla polizia, la quale ha la tendenza a trattare le richieste concernenti le bancarelle riservate all’esercizio dei diritti popolari (che godono di una protezione costituzionale) alla stregua di una qualsiasi bancarella commerciale. Forse sarebbe meglio che le decisioni della polizia concernenti le bancarelle politiche siano sottoposte, quando sono contrarie alle richieste dei richiedenti l’autorizzazione, al vaglio dell’autorità politica

 

                                                                                            Giorgio Ghiringhelli