di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO


                                                                                                                       Losone, 27 agosto 2011

 

  

Ricorso contro  i “balzelli elettrici” :  si profila un esito clamoroso...

 

 

il ghiro a losanna1Nel corso di una deliberazione pubblica svoltasi lo scorso 26 agosto, i  5 giudici della II Corte di diritto pubblico del Tribunale federale di Losanna hanno iniziato l’esame del mio ricorso del febbraio 2010 contro le nuove tasse sul consumo di elettricità introdotte dal Gran Consiglio a partire dal 2010 (tasse che attualmente fruttano circa 40 milioni di franchi riversati nelle casse dei Comuni).

 

A meno di colpi di scena, il ricorso dovrebbe essere accolto. Infatti durante l’udienza pubblica   3 giudici su 5 erano propensi ad annullare l’art. 14 della nuova legge cantonale di applicazione della legge federale sull’approvvigionamento  elettrico, ossia l’articolo in base al quale a partire dal 1 gennaio del 2014 verrà applicata una tassa di 2 cts/kWh per i piccoli consumatori di elettricità ( fino a un consumo annuo di 100 MWh) e una tassa di 0,5 cts/kWh per la parte di consumo eccedente i 100 MWh e fino a un massimo di 5 GWh (ossia i grandi consumatori). Tassa che complessivamente dovrebbe fruttare circa 35 milioni di franchi ai Comuni. In base al cpv. 1 di questo articolo di legge, questi tributi verrebbero prelevati dai Comuni “per la concessione e segnatamente per l’uso speciale del suolo pubblico” e sarebbero versati dai consumatori finali ai gestori della rete elettrica,  i quali a loro volta li riverserebbero ai Comuni. La maggioranza dei giudici riteneva però che a pagare questa tassa dovrebbero essere i beneficiari diretti della concessione, cioè i gestori di rete, e non i consumatori, che sono dei beneficiari indiretti.  Per cui l’articolo 14 sarebbe arbitrario.

 

I giudici hanno invece ritenuto di non dover esprimersi sul contestato art. 22 della nuova legge, quello cioè che stabilisce delle tasse a titolo transitorio dal 2010 al 2013 (2 cts /kWh fino a 100 MWh e 1 cts /kWh per la parte di consumo eccedente i 100 Mwh e fino a un massimo di 5 GWh), e che come detto fruttano attualmente 40 milioni di franchi. Quindi i Comuni potranno  contare su questi introiti almeno fino al 2013 compreso.

 

I giudici, dopo 3 ore di acceso dibattito, hanno deciso ( fatto forse più unico che raro) di sospendere l’udienza pubblica per approfondire taluni aspetti, come ad esempio la liceità della tassa regressiva che avvantaggia i grandi consumatori rispetto ai piccoli consumatori. V’era chi sosteneva che il Tribunale federale doveva fornire indicazioni in  tal senso ai gestori di rete chiamati ad assumersi i costi della concessione e a fissare le tariffe dell’energia elettrica per i consumatori, e v’era invece chi sosteneva che non spetta ai giudici federali intervenire su un argomento che verrà regolato dal libero mercato.

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Dal mio punto di vista di ricorrente, che è comunque anche il punto di vista dell’Associazione dei consumatori ( la quale aveva sostenuto il ricorso) , mi auguro ovviamente che una volta fatti gli opportuni approfondimenti e una volta sciolto i nodi ancora in sospeso, la maggioranza dei giudici che durante il dibattimento pubblico si era espressa per l’annullamento dell’art. 14 della legge e quindi per l’accoglimento del ricorso (limitatamente a quell’articolo) non cambi idea.

 

Ecco perché non intendo vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato, anche se già si può affermare che il mio ricorso ha comunque colpito nel segno suscitando un bel e interessante dibattito fra i giudici e mettendo a nudo delle lacune contenute nella legge approvata dal Gran Consiglio.

 

Andrebbe pure ricordato che in occasione dell’approvazione della legge il Gran Consiglio non aveva seguito le indicazioni del Consiglio di Stato, il quale nel suo messaggio  non solo aveva proposto una tassa più bassa per i piccoli consumatori a partire dal 2014 ( solo 1 cts/kWh invece di 2) – con un introito complessivo di circa 20 milioni di franchi all’anno per i Comuni anziché i 35 previsti con la tassa decisa dal Gran Consiglio – ma aveva pure proposto di lasciare ai singoli Comuni la competenza di decidere se riscuotere o meno una tassa sul consumo di elettricità nonché di decidere (entro certi limiti) il suo ammontare. In gran Consiglio erano invece prevalsi gli interessi della lobby dei Comuni, i quali ,malgrado la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica ( che diverrà totale solo a partire dal 2014) e la conseguente caduta dei monopòli , erano poco propensi a rinunciare agli incassi che in passato erano assicurati grazie ai contributi di “privativa” versati dalle aziende che si erano viste assegnare in esclusiva la fornitura e la distribuzione dell’energia elettrica nei vari Comuni che non disponevano di una propria azienda elettrica comunale.

 

Andrà a finire che chi troppo vuole nulla stringe ? Per ora è troppo presto per dire se l’eventuale annullamento dell’art. 14 della nuova legge influirà in senso negativo ( e in che misura) sugli incassi che attualmente i Comuni registrano grazie ai balzelli elettrici, e che mediamente corrispondono a circa 5 punti di moltiplicatore d’imposta.

 

Ad ogni modo un’eventuale accoglimento del mio ricorso sarebbe clamoroso, visto che nessuno (anche fra i giornalisti)  avrebbe scommesso un franco su tale eventualità, e avrebbe conseguenze imprevedibili sia per i Comuni e sia per i  consumatori. Per questo mi auguro che alla prossima udienza pubblica conclusiva su questo tema gli organi di informazione , ora che i pronostici si sono ribaltati a favore del ricorso, dedichino maggiore attenzione a questa battaglia e inviino a Losanna qualche giornalista in grado poi di riferire più doviziosamente sugli approfondimenti che i giudici faranno nelle prossime settimane . Se non avrò altri impedimenti, conto di tornare pure io a Losanna, anche perché non voglio perdermi il momento della votazione finale dei giudici per alzata di mano.

 

                                                                                               Giorgio Ghiringhelli