di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

                                                                                Losone, 28 dicembre 2007

 

Il TRAM accoglie ricorso del Guastafeste contro il moltiplicatore di Losone, e rinvia gli atti al CdS per un nuovo giudizio

 

La vigilia di Natale ho ricevuto un bel regalo dal TRAM, il quale ha accolto il ricorso che avevo presentato lo scorso 24 novembre avverso la decisione del CdS di respingere il ricorso contro la risoluzione del Municipio di Losone con la quale era stato fissato il moltiplicatore d’imposta per l’anno 2007.

 

Con quel ricorso  non contestavo tanto il tasso del moltiplicatore d’imposta stabilito per Losone, quanto il fatto che a fissare tale moltiplicatore fosse il Municipio anziché il Consiglio comunale. Difatti in  un articolo del prof. Marco Bernasconi (già direttore della Divisione delle contribuzioni e attualmente professore di fiscalità alla SUPSI)  pubblicato qualche mese fa dal Corriere del Ticino, si sosteneva che   in base alla Costituzione federale, alla giurisprudenza e alla dottrina il compito di stabilire il  moltiplicatore d’împosta nei Comuni spettasse ai Legislativi (come avviene in quasi tutto il resto della Svizzera) e non ai Municipi. Il ricorso aveva per l’appunto come obiettivo quello di far chiarezza sulla costituzionalità o meno di una pratica in vigore da oltre 150 anni in tutti i Comuni del nostro Cantone ( e quindi non solo a Losone) .

 

Il Consiglio di Stato – come del resto lamentavo al punto 5 del ricorso - aveva respinto il mio ricorso senza però approfondire la cosa più importante, e cioè la costituzionalità o meno della norma di legge che affida ai Municipi la determinazione del moltiplicatore d’imposta. Non rispondendo a questa fondamentale obiezione il CdS, secondo il TRAM, ha violato il mio diritto di essere sentito e ha commesso un diniego di giustizia definito dai giudici cantonali “una violazione tanto crassa ed evidente” da giustificare l’annullamento della decisione del CdS (indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito) e il rinvio degli atti allo stesso per un nuovo giudizio.

 

Quindi nell’accogliere il mio ricorso il TRAM non si è ancora espresso sul merito della questione a sapere chi deve fissare il moltiplicatore d’imposta, ma si è limitato a bacchettare il CdS per non aver fatto gli approfondimenti giuridici e costituzionali che doveva fare e a rinviargli l’incarto per un nuovo giudizio.

 

La decisione del TRAM , anche se non ancora nel merito, è comunque importante perché chiarisce che il ricorso non è un semplice “eccesso di zelo” , come è stato definito da Eros Ratti in un’intervista apparsa qualche giorno fa su “La Regione” e nella quale si affermava pure che la fissazione del moltiplicatore è un semplice calcolo matematico che rende inutile il coinvolgimento del Consiglio comunale. No : qui c’è di mezzo il rispetto o meno della Costituzione federale, e se il CdS non riuscirà a dimostrare che la norma in vigore in Ticino è conforme al diritto costituzionale - e in particolare al principio della legalità in materia fiscale ancorato all’art. 127 della Costituzione -  allora potrebbe esserci un clamoroso colpo di scena …

 

                                                                         Giorgio Ghiringhelli

 

 

P.S. Qui di seguito pubblico per gli interessati gli stralci più interessanti della sentenza :

 

Considerato :

 

-         che la natura ed i limiti del diritto di essere sentito sono determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale cantonale; giusta l’art. 26 PAmm ogni decisione deve essere motivata per iscritto ed intimata alle parti con l’indicazione dei mezzi e del termine di ricorso : l’obbligo di motivazione è volto ad assicurare la trasparenza dell’attività dell’amministrazione, a favorire la comprensione del provvedimento da parte degli interessati, a salvaguardare l’esercizio del loro diritto di difesa ed a permettere all’istanza di ricorso di pronunciarsi sulla legittimità dell’atto impugnato;

-         che nel caso in concreto il Governo ha respinto il gravame del ricorrente rilevando che le disposizioni di diritto cantonale che assegnavano al Municipio la competenza di stabilire il moltiplicatore d’imposta comunale erano state adottate dal legislatore ticinese al termine di un iter legislativo assolutamente regolare;

-         che tuttavia tale questione non era litigiosa, non avendo l’insorgente mai messo in dubbio la regolarità dal profilo formale della procedura che aveva portato il Gran Consiglio a adottare tali disposizioni:

-         che nel suo giudizio il Governo non ha tuttavia speso una sola  parola per spiegare i motivi in virtù dei quali la soluzione prevista dagli art. 110 cpv 1 lett. A e 162 cpv 2 della Legge organica comunale di affidare al Municipio la determinazione del moltiplicatore d’imposta, sarebbe conforme al diritto costituzionale, e segnatamente, al principio della legalità in materia fiscale ancorato all’art. 127 della Costituzione federale;

-         che così facendo l’Esecutivo cantonale ha omesso di pronunciarsi sull’unica ma fondamentale  censura di incostituzionalità della normativa cantonale sollevata dall’insorgente, del quale ha pertanto violato il diritto di essere sentito;

-         che tale diniego di giustizia non può essere sanato in questa sede, trattandosi di una violazione tanto crassa ed evidente;

-         che in caso contrario l’insorgente verrebbe privato del doppio grado di giudizio che l’art. 208 cpv 1 LOC prevede per le decisioni rese dagli organi comunali;

-         che il gravame va dunque accolto, la decisione impugnata annullata e gli atti ritornati al Governo per nuova decisione;



 
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