di Giorgio Ghiringhelli


IL MOVIMENTO POLITICO CHE NON MOLLA MAI L'OSSO

Losone, 6 gennaio 2007

 

Il TRAM accoglie un ricorso del Guastafeste in materia di bancarelle per la raccolta di firme

Lezioni di democrazia al CdS e al Municipio di Losone

 Il Guastafeste ha vinto un’altra  battaglia a difesa dei diritti popolari. Negli scorsi giorni, infatti, il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) ha accolto un ricorso presentato nell’agosto del 2004 da Giorgio Ghiringhelli contro una decisione del Consiglio di Stato che confermava una decisione del Municipio di Losone in materia di occupazione del suolo pubblico per la raccolta di firme.

 

La vicenda ebbe inizio nel novembre del 2003,  quando Ghiringhelli chiese al Municipio di Losone l’autorizzazione a posare una bancarella a fianco del posteggio ex-Coop per raccogliere firme a favore di un’iniziativa popolare comunale intitolata “Meno rumori e più qualità di vita a Losone” e dell’iniziativa federale intitolata “Sovranità del popolo senza propaganda di governo”.  Il Municipio rispose negativamente adducendo motivi di sicurezza della circolazione, e senza proporre alcuna ubicazione alternativa. Ghiringhelli , pur non condividendo queste motivazioni, scrisse allora al Municipio  proponendo due altre ubicazioni : la piazzetta davanti al centro Luxor e il marciapiede davanti alla posta. Anche questa volta il Municipio rispose negativamente, sempre per motivi di sicurezza della circolazione, e proponendo a sua volta di installare la bancarella  sul piazzale del Municipio oppure al centro di raccolta dei rifiuti in Via Cesura.  Due ubicazioni considerate inadatte per la raccolta di firme dal richiedente, che decise così di inoltrare un ricorso al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento della decisione municipale.

 

Nel marzo del 2004 il Consiglio di Stato dichiarò irricevibile il ricorso per “carenza di interesse legittimo”, dal momento che i termini per la raccolta delle firme dell’iniziativa popolare comunale  erano nel frattempo scaduti. Ma il guastafeste non si perse d’animo e si rivolse al Tram, il quale nel giugno del 2004 annullò una prima volta la risoluzione governativa invitando il Consiglio di Stato a prendere una decisione nel merito, dato che il problema sollevato nel ricorso avrebbe potuto ripresentarsi in futuro.  Un mese più tardi il Consiglio di Stato respinse il ricorso ,  evidenziando l’ampio potere d’apprezzamento di cui gode l’autorità comunale e confermando che il Municipio aveva agito correttamente nel non autorizzare la posa delle bancarelle nei punti indicati dal richiedente (punti contigui a strade fortemente trafficate e quindi con possibilità di distrazioni pericolose per gli automobilisti)  e confermando pure che le due ubicazioni proposte dal Municipio erano invece adeguate dal profilo della sicurezza stradale . In sostanza, insomma, il Consiglio di Stato riteneva che la decisione del Municipio non ostacolasse in modo inammissibile l’esercizio dei diritti popolari.

 

 Di diverso parere è invece stato il Tram, al quale Ghiringhelli si era rivolto nell’agosto del 2004 contestando la decisione governativa. Negli scorsi giorni, infatti, i giudici cantonali hanno accolto il ricorso annullando sia la decisione del Consiglio di Stato e sia quella del Municipio . A detta del Tram le considerazioni legate alla sicurezza non possono essere condivise per quanto riguarda il posteggio ex-Coop “perché tale tesi scaturisce da un’insostenibile enfatizzazione dei pericoli” e perché “pretestuosa è la tesi secondo cui la bancarella distoglierebbe l’attenzione degli automobilisti”.  Qualche intralcio potrebbe invece creare una bancarella davanti alla posta sul lato verso via la Paré, a un paio di metri da un passaggio pedonale,  ma per il Tram “agli inconvenienti paventati dall’autorità comunale potrebbe tuttavia essere posto facilmente rimedio spostando la bancarella di alcuni metri verso  Locarno” . Per quanto riguarda la piazzetta davanti al Luxor il Tram non è entrato nel merito dato che nel frattempo nell’area in questione è stata posata una fontanella che impedisce de facto la posa di bancarelle per la raccolta di firme. Il Tram si è pure espresso sulle due ubicazioni proposte dall’Esecutivo losonese osservando che il piazzale del Municipio “è ampiamente tagliato fuori dai flussi della circolazione pedonale” mentre che il centro dei rifiuti “costituisce un’ubicazione poco dignitosa per la raccolta di firme”.

 

 Il Tram, insomma,  ha dato una lezione di democrazia sia al Consiglio di Stato e sia al Municipio ricordando che , “pur non avendo diritto di utilizzare una ben precisa porzione di suolo pubblico per esercitare le libertà fondamentali, il cittadino può comunque esigere , nel limite del possibile, che l’ente pubblico gli metta a disposizione degli spazi adeguati alle circostanze : in caso contrario l’esercizio di tali libertà potrebbe risultare solo apparente”.

 

Il Tram ha invece dato ragione al Municipio su una questione marginale concernente l’applicazione di una tassa d’uso giornaliera di 20 franchi per la vendita alla bancarella di biglietti di una lotteria che era destinata a sovvenzionare i costi dell’iniziativa popolare. Per i giudici cantonali tale modesta tassa non pregiudicava in misura intollerabile l’esercizio del diritto democratico in quanto tale. E il prelievo di una tassa “non appariva lesivo del diritto sotto il profilo dell’abuso d’apprezzamento soltanto perché l’esenzione sarebbe forse stata preferibile”.

 

 In definitiva la sentenza del Tram ha messo in evidenza che Ghiringhelli nell’esercizio dei suoi diritti costituzionali fu ostacolato dalle autorità comunali , che hanno ecceduto nell’esercizio del potere discrezionale che la legge riserva loro. Solo grazie alla  determinazione del Guastafeste , dopo un iter ricorsuale durato tre anni, la giustizia ha finalmente trionfato consentendo così in futuro a tutti i losonesi di usufruire di luoghi adeguati e dignitosi – non certo un centro per la raccolta dei rifiuti - per la raccolta delle firme.


 
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